Ecosistema

Vietato portare cani nel Parco della Maremma, disturbano gli animali selvatici

Marina di Alberese_Maremma
Marina di Alberese (foto Parco della Maremma)

Per chi non rispetta le regole scatta la multa di 100 euro. Questo è anche il periodo di nidificazione del Fratino.

 

Redazione

GROSSETO – I frequentatori del Parco ormai lo sanno bene: niente cani né liberi né al guinzaglio all’interno dell’area protetta, soprattutto in spiaggia. La regione è semplice: evitare il disturbo agli animali selvatici. Chi non lo fa rischia di dover pagare una multa di 100 euro. La regola vale tutto l’anno ed è particolarmente importante rispettarla nei periodi di nidificazione dell’avifauna, primavera ed estate.

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Nido di Fratino a San Rossore

In queste stagioni per esempio, nella fascia degli arenili compresa tra le dune fisse e il mare nidifica il Fratino (Charadrius alexandrinus), un piccolo e delicato uccellino del quale rimangono in Toscana pochissimi esemplari. Infatti il suo bassissimo successo riproduttivo è fortemente influenzato dalla pressione turistica sulle spiagge mentre la sua presenza rappresenta un marchio di qualità per i litorali gestiti in modo sostenibile nel lungo periodo.

Diventa allora fondamentale rispettare alcune semplici regole di convivenza da parte di coloro che, in particolare in questo periodo, frequentano le spiagge di Marina di Alberese, Collelungo e Principina – spiega una nota del Parco – dove sono apposti diversi cartelli che richiamano proprio queste norme di comportamento. Tra queste rientra anche il divieto di andare in spiaggia con i cani anche se al guinzaglio, regola che se non rispettata è anche soggetta alla sanzione di 100 Euro. Come hanno potuto constatare le circa 30 persone nel 2020 e le 5 che in questi primi mesi del 2021 hanno dovuto pagarla”.

Nell’ambito della campagna “SOS Fratino” il Parco della Maremma anche quest’anno sta monitorando la presenza del Fratino lungo le spiagge che ricadono nell’area protetta con una continua sorveglianza fatta grazie al lavoro dei volontari “Amici del Parco” coordinati dal Centro Ornitologico Toscano, che con il suo team di esperti porta avanti quest’attività dal 2009.

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