Ecosistema

Wwf Siena, dopo le Sardine arriva “La protesta dei pesci di fiume”

Gli attivisti sul fiume Elsa nel Comune di Colle di Val d'Elsa.
Gli attivisti sul fiume Elsa nel Comune di Colle di Val d'Elsa.
18 associazioni ambientaliste chiedono al ministro dell’Ambiente Sergio Costa il rispetto della Direttiva Quadro Acque e denunciano i progetti di centrali idroelettriche a rischio ambientale.

 

di Wwf Siena

Sabato scorso si è svolta in tutta Italia la mobilitazione, denominata “La protesta dei pesci di fiume”, organizzata da 18 associazioni ambientaliste per chiedere al ministro dell’Ambiente Sergio Costa il rispetto della Direttiva Quadro Acque anche quando si tratta di energia idroelettrica. L’obiettivo è bloccare progetti nei corsi d’acqua naturali che accedono agli incentivi previsti dal nuovo Decreto Rinnovabili FER 1 che provocherebbero un ulteriore danno ai nostri fiumi, già provati dagli effetti della crisi climatica, a fronte di un irrisorio contributo di energia rinnovabile.

L’Italia è tra i maggiori produttori di energia idroelettrica in Europa e la fonte idraulica – in base ai dati dell’ultimo rapporto del Gestore dei Servizi Energetici – si conferma quella che garantisce il principale contributo alla produzione di energia elettrica nazionale da FER (43% della produzione complessiva nel 2018, in aumento rispetto al 35% del 2017) nel nostro Paese. I piccoli impianti sono, però, molte volte realizzati in contesti montani che conservano un’elevata qualità ambientale. Le autorizzazioni a costruire sono spesso state date in violazione della Direttiva Acque, come dimostrano le due procedure di accertamento aperte dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia.

Per le associazioni i cambiamenti climatici in atto obbligano sempre più a un’attenta valutazione del contesto ambientale in cui si opera e per quanto concerne le risorse idriche e i corsi d’acqua il tema si fa ancora più delicato, specialmente nell’arco alpino. È invece urgente avviare interventi diffusi di ri-naturazione fluviale per recuperare le aree di esondazione naturale e restituire naturalità ai fiumi, per aumentare la sicurezza, tutelarne la biodiversità e avviare una seria politica di adattamento ai cambiamenti climatici. Gli eccessivi prelievi a scopo idroelettrico di questi ultimi anni hanno comportato pesanti ripercussioni sui corsi d’acqua che dovrebbero indurre a un ripensamento della gestione complessiva della risorsa.

Anche il Wwf Siena ha aderito e partecipato alla giornata nazionale in difesa degli ecosistemi fluviali. Sono stati organizzati una serie di presìdi sui principali fiumi e torrenti della provincia di Siena per dar voce a chi non ce l’ha. Protagonisti sono stati decine di cittadini sui fiumi Arbia, Elsa, Merse e Ombrone.

Nonostante la pioggia, giovani e meno giovani si sono dati appuntamento lungo le rive dei corsi d’acqua per denunciare i progetti di centrali idroelettriche che in tutta Italia mettono a rischio delicati ambienti naturali ma anche per mettere in evidenza i molti problemi che coinvolgono le acque dolci: inquinamento, rifiuti (in particolare plastiche), i tagli indiscriminati e privi di senso della vegetazione riparia, gli interventi di escavazione negli alvei.

Tutte le associazioni che hanno aderito alla campagna sono unanimemente concordi: i fiumi vanno tutelati perché, oltre ad avere un’importanza strategica per l’ambiente, sono anche un fondamentale bene collettivo da preservare per le generazioni che verranno.

Tra i tanti partecipanti nel territorio senese al fianco del Wwf si sono trovati i ragazzi di Fridays For Future, gli attivisti del CAI e dei comitati locali in difesa del territorio, i membri del Gruppo di Acquisto Solidale “Il Melograno” e semplici cittadini. Il Wwf Siena non fermerà le azioni e le attività di sensibilizzazione in difesa di uno degli ambienti più importanti e fragili del nostro territorio, l’ecosistema fluviale.

Condividi l'articolo sui tuoi social
Tags