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Fiumi sepolti e rischio alluvioni, urgente intervenire

L'alluvione di Livorno
L'alluvione di Livorno

Approvata in Consiglio regionale la proposta di Sì Toscana a Sinistra per rendere strutturale il finanziamento degli interventi. Fattori e Sarti: “Prevenire è la migliore soluzione per salvare vite umane”.

Un ordine del giorno sull’annoso problema dei corsi d’acqua tombati in Toscana, presentato dai consiglieri di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, è stato approvato ieri 22 dicembre in Consiglio regionale nel corso del dibattito sulla legge di stabilità 2018.
“Nei decenni un’urbanistica selvaggia, che ha imposto costruzioni sparse disordinatamente sul territorio, ha portato alla chiusura di numerosi corsi d’acqua – ricordano Fattori e Sarti – . Si stima che la rete fluviale scomparsa dalla superficie e costretta in stretti canali di cemento armato sia in Italia di oltre 12.000 chilometri, moltissimi dei quali nella nostra regione: basta ricordare il Carrione a Carrara, il Bocchetta e il Ricortola a Massa, il Serchio a Lucca, il Rio Ardenza e il Rio Maggiore a Livorno, l’Affrico a Firenze”.

Il fenomeno dei corsi d’acqua tombati, ricordano i due consiglieri, insieme all’erosione del suolo rappresenta un grave elemento di rischio idrogeologico, come l’alluvione di Livorno ha drammaticamente dimostrato. Dunque non è possibile rimandare ancora interventi ad ampio raggio sui tratti coperti dei corsi d’acqua.

“Con l’ordine del giorno approvato oggi dal Consiglio regionale su proposta di Sì Toscana a Sinistra – concludono Fattori e Sarti – si impegna la Giunta regionale a rendere strutturale il finanziamento ai Comuni interessati previsto inizialmente solo per il 2018, valutando allo stesso tempo di incrementare le risorse destinate allo scopo, che ad oggi sono soltanto di circa un milione di euro. Prevenire è sempre la migliore soluzione per salvare vite umane, oltre che per risparmiare la grande quantità di denaro necessaria a ricostruire una volta che il danno è avvenuto”.

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