Attualità

Amianto killer a Livorno, un’altra condanna per Fincantieri

amianto-friabile-Fincantieri-Livorno-Toscana-ambiente

Il Tribunale di Livorno ha condannato ancora l’industria navalmeccanica. Risarcimento di 650 mila euro ai familiari di un 71enne deceduto nel 2009.

 

Redazione
18 gennaio 2024

LIVORNO – E’ arrivata un’altra condanna per Fincantieri dopo che a dicembre il Tribunale di Livorno aveva già condannato la società al risarcimento di oltre 500 mila euro per la morte di un operaio deceduto a 76 anni a causa di un cancro ai polmoni di origine professionale per esposizione costante alla fibra di amianto. Questa volta la condanna arriva per la morte di un 71enne livornese, deceduto a Cecina nel settembre del 2009 per un mesotelioma pleurico.

A darne notizia è l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) che spiega come l’azienda cantieristica navale dovrà riconoscere alla vedova, che percepirà anche la rendita spettante ai superstiti con le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, un risarcimento di oltre 350 mila euro e quasi 300 mila alla figlia del lavoratore, entrambe assistite dal presidente di ONA, l’avvocato Ezio Bonanni.

L’uomo aveva lavorato con la qualifica di operaio per 37 anni nello stabilimento di Livorno di Fincantieri (già Cantiere navale Luigi Orlando) svolgendo mansioni di carpentiere-saldatore e montatore. Fin dagli anni Sessanta l’asbesto è stato onnipresente nei cantieri navali e per i lavoratori era inevitabile “l’incontro ravvicinato” con le sottilissime fibre, amianto anche friabile,  che si trovava nelle coibentazioni, nelle tubature, nelle pareti, nel vano motore nonché nelle cuccette delle navi militari e civili.

Dalla perizia del consulente tecnico d’ufficio che ha compiuto le indagini è emerso che l’uomo aveva manipolato amianto friabile in locali privi di impianti di aerazione senza le mascherine e tute monouso, dispositivi che avrebbero potuto evitargli l’inalazione delle polveri” ed è stato quindi riconosciuto il nesso tra esposizione e insorgenza del mesotelioma.

L’ONA ha istituito da tempo il servizio di assistenza legale gratuita per tutti coloro che corrono il rischio oppure sono stati già esposti alle fibre di amianto e ad altri cancerogeni. L’associazione accusa però un decreto ministeriale datato 5 dicembre 2023, firmato dai ministri Giorgetti e Calderoni, che sembra regalare “alle aziende responsabili di morti e malattie professionali fino a 20 milioni di euro del Fondo vittime di amianto, originariamente creato come mezzo per incrementare gli indennizzi a favore delle vedove dei lavoratori deceduti. Una sorta di rimborso che sembra favorire chi ha seminato morte attraverso l’esposizione all’amianto. Il fondo è per le vittime e non per le aziende”.

Tags