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Rigassificatore di Piombino: il Tar boccia il ricorso del Comune e gli addebita le spese legali

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L’amministrazione condannata al pagamento di 90.000 euro. Altri 15.000 euro a carico dei ricorrenti ad adiuvandum Wwf, Greenpeace e Usb.

 

Redazione
25 gennaio 2024

PIOMBINO (Li) – Il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato un anno fa dal Comune di Piombino contro la decisione di installare un rigassificatore, la nave Golar Tundra, nel porto della città. La sentenza è accompagnata da una condanna – pesantissima – al pagamento delle spese processuali: 90.000 euro a carico del Comune di Piombino e 15.000 euro per i ricorrenti ad adiuvandum (il sindacato Usb, Wwf e Greenpeace).

Il rigassificatore è in esercizio dal luglio dello scorso anno. Si tratta di un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione in cui il gas liquefatto viene riportato allo stato gassoso per poi essere immesso nella rete energetica nazionale. La richiesta dell’allora governo Draghi di installarne uno nel porto di Piombino era stata determinata dalla necessità di cercare una soluzione all’emergenza energetica venutasi a creare dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

La decisione, avallata dalla Regione Toscana dopo una lunga trattativa, ha incontrato da subito la forte opposizione del Comune di Piombino, di diversi comitati civici e delle principali sigle ambientaliste. In particolare Comune, Wwf e Greenpeace hanno contestato davanti al tribunale la procedura di autorizzazione, molto più rapida della norma per permettere all’impianto di entrare in funzione il prima possibile.

“È una sentenza punitiva nei confronti di un Comune che ha avuto la sola colpa di difendere la propria città – dice il sindaco Francesco Ferrari – La condanna al pagamento delle spese legali, inoltre, è assolutamente ingiustificata: il ricorso è stato considerato ammissibile in ogni sua parte e una sentenza simile non ha precedenti. Come non ha precedenti l’analoga condanna al pagamento delle spese anche a carico di Usb, Wwf e Greenpeace che avevano spontaneamente affiancato il nostro ricorso”.

“Evidentemente il Tar – aggiunge Ferrari – ha voluto fare del Comune di Piombino un esempio per tutti gli enti che, in futuro, si troveranno in una circostanza simile alla nostra e chiarire che, per quanto le motivazioni di opposizione a una certa scelta siano fondate, le esigenze dei cittadini non sono una priorità. Abbiamo perseguito ciò che credevamo giusto, combattuto una battaglia doverosa da affrontare, raggiungendo, a prescindere da questa sentenza, risultati importanti in termini di garanzie sulla sicurezza e sull’impatto ambientale. Se non fosse stato per l’opposizione di questo Comune, di questa comunità, di certo quel rigassificatore sarebbe rimasto nel nostro porto molto più di tre anni e senza le tutele che siamo riusciti a ottenere”.

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