Ecosistema

Comitato Tutela Crinali Mugellani: “Gambero di fiume in pericolo”

Foto da Comitato Tutela Crinali Mugellani.
Foto da Comitato Tutela Crinali Mugellani.

Nella fonte del Solstretto vive una specie autoctona di gambero che rischia di venire penalizzata dalle trivelle usate per costruire le turbine eoliche.

 

di Marcello Bartoli
18 luglio 2023

VICCHIO, DICOMANO (Fi) – I lavori per la costruzione del nuovo parco eolico di Monte Giogo, in Mugello, sono iniziati, anche se sul progetto pende ancora  il ricorso al Tar firmato da Italia Nostra Nazionale e Club Alpino Italiano sezione di Firenze.  Si tratta di 7 turbine eoliche (erano 8 nel progetto originario) dell’altezza massima di 99 metri, ma restano comunque contrarie al progetto diverse associazioni – Italia Nostra Firenze, Cai Toscana, Dicomano che verrà, Mugello in movimento e Atto Primo – Salute Ambiente Cultura.

Da quando è arrivata la comunicazione di inizio lavori da AGSM-AIM gli attivisti stanno monitorando assiduamente l’area, provando a testimoniare cosa succede lassù, anche a livello di biodiversità. Questa volta hanno messo l’attenzione sull’acqua della fonte del Solstretto, ad oggi preservata e incontaminata.

Secondo il Comitato Tutela Crinali Mugellani a testimoniare la qualità “superiore” di queste acque sarebbe la presenza, accertata, di una specie autoctona del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes): “Si tratta di una specie protetta a livello europeo – spiegano – che richiede interventi concreti per la sua conservazione a causa delle numerose minacce che subisce. La specie è iscritta nella Lista Rossa redatta dall’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN), dove è classificata dal 2010 come specie “endangered” (a rischio di estinzione, lo stesso livello di minaccia del Panda gigante).

Diverse Regioni italiane come la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Piemonte, la Regione Marche, le Province autonome di Trento e Bolzano hanno emanato provvedimenti legislativi specifici per tutelare questa specie. Mentre secondo il Comitato “Il settore per la Tutela della Natura e del Mare della Regione Toscana invece di tutelare le specie autoctone a rischio estinzione si è limitato a chiederne al proponente il monitoraggio, più o meno approfondito, ante e post operam, per verificarne durante e a fine lavori il danneggiamento”.

Per essere sicuri del ritrovamento delle specie e fornire informazioni corrette sul loro riconoscimento e la loro classificazione i volontari hanno coinvolto due biologhe ricercatrici dell’Università di Firenze che hanno ritrovato una cinquantina di esemplari in un tratto di circa 100 m di corso d’acqua e hanno fatto seguire all’indagine una pubblicazione scientifica.
Per il Comitato “le trivelle usate per i lavori arrivano fino a grande profondità e l’acqua rischia di restare intrisa di gasolio e lubrificanti”. Alcuni mesi fa sempre il Comitato Tutela Crinali Mugellani aveva lanciato un altro allarme sul possibile impatto che potrebbe avere il progetto eolico sull’aquila reale.

Se questa attenzione alla biodiversità a qualcuno può suonare eccessiva o se si tratti di forzature degli ambientalisti sarà la storia a dircelo. Difficile ormai che le ragioni di gamberi e aquile possano fermare le pale eoliche nel Mugello. Una cosa è certa, una volta realizzato il progetto, quali che ne siano danni e benefici, sarà difficile tornare indietro.

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2 Commenti

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  • Non si tratta d pericolo, ma di annunciata strage. E’ soprendente che la Regione Toscana autorizzi e tolleri un’iniziativa del genere da parte di un privato. Che poi tutta questa devastazone serva a produrre energia necessaria è tutto da dimostrare, sia perché intermittente, sia per i problemi di dispacciamento. Chi la usa, poi, l’energia, sarebbe il caso di iniziare a domandarselo. E andarlo a raccontare ai gamberi.

    • Abbiamo finito le parole per dire quanto è sbagliato, devastante e illegale progetto. Autorizzato a dispetto delle norme e dei criteri che la stessa Regione Toscana si è data a partire dal Pit, dal punto paesaggistico, dalle norme di tutela ambientale e valutazione dincidedenza per la salvagurdia della fauna,. Non ammissibilita di questi impianti in area boscata e forestale… Adesso speriamo solo che il TAR faccia luce su tutto ciò, rimettiamo qui la nostra speranza