Ecosistema

Altri sei mufloni dell’isola del Giglio portati in salvo nell’oasi protetta in Maremma

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Foto dall'associazione Irriducibili Liberazione Animale

Sono al sicuro al Cras di Semproniano grazie all’associazione Irriducibili Liberazione Animale. Che ha rinnovato l’accordo con l’ente Parco. 

 

di Gabriella Congedo

SEMPRONIANO (Gr) – Appena liberato dai lacci il giovane muflone si tira su e osserva il nuovo ambiente che lo circonda: sta cercando di orientarsi. Fa uno scatto veloce, si ferma di nuovo per qualche istante e infine corre via nel bosco in cerca dei suoi simili.
Siamo al CRAS di Semproniano, il centro di recupero in Maremma dove si trovano oltre 100 animali salvati da allevamenti intensivi, circhi, traffico illegale e vivisezione. Qui hanno trovato un rifugio sicuro anche alcuni mufloni dell’isola del Giglio grazie all’associazione Irriducibili Liberazione Animale. Gli ultimi tre animali sono stati liberati il 6 dicembre ma presto ne arriveranno altri perché l’associazione ha rinnovato l’accordo di collaborazione con il Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

Il caso dei mufloni del Giglio ha avuto un’enorme risonanza da quando il progetto LetsGoGiglio finanziato dall’Unione Europea ha dato il via alla loro eradicazione definitiva. In realtà si sapeva da un pezzo che questi ungulati arrivati da lontano erano destinati a scomparire dall’arcipelago toscano. E infatti nel 2018 l’associazione Irriducibili Liberazione Animale ha sottoscritto un patto con l’ente Parco per portarne in salvo un certo numero sia dall’isola d’Elba che dal Giglio: tredici esemplari in tutto. Una volta raggiunta la quota fissata qualche giorno fa l’accordo è stato rinnovato, questa volta senza limiti di numero. Gli ultimi mufloni sono arrivati al Crasm di Semproniano tre giorni fa, portando a 14 il numero degli animali salvati, ma il ritmo delle catture sull’isola del Giglio si è intensificato e non è difficile prevedere nuovi arrivi.

Se ne occupa una ditta specializzata che predispone apposite gabbie – spiega il presidente dell’associazione Alessandro Torlai Quando sono avvenute delle catture gli addetti ci avvisano e a quel punto concordiamo il trasferimento al Crasm”.
Per poter organizzare i salvataggi nel 2018 l’associazione è stata autorizzata direttamente dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). La fauna selvatica infatti è patrimonio dello Stato e solo un ente governativo può permettere catture e trasferimenti.

Se delle catture si occupa il Parco le spese di mantenimento dei mufloni nel Crasm sono a carico dell’associazione: “Mantenere degli animali in cattività ha dei costi notevoli – aggiunge Torlai – Oltre al mangime c’è la manutenzione dell’area e dei recinti, gli esemplari devono essere controllati e se tendono a formare gruppi misti di maschi e femmine bisogna sterilizzarli”. Questo è un vincolo preciso dato da Ispra per ottenere l’autorizzazione: i mufloni non si devono riprodurre. “Al Crasm questi animali sono al sicuro, qui avranno una nuova vita e nessuno li ucciderà. Chi vuole aiutarci a mantenerli ci può contattare via mail a irriducibililiberazioneanimale@gmail.com o anche sulla nostra pagina Facebook”.

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