Agricoltura

Apicoltura toscana, sono usciti i bandi della Regione per oltre un milione di euro

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Un bando è destinato alle associazioni, altri quattro agli apicoltori per interventi come lotta alle malattie, ripopolamento e acquisto macchinari.

 

Redazione
9 gennaio 2023

Oltre un milione di euro arrivano in sostegno dell’apicoltura toscana. Sono usciti i bandi della Regione per presentare la richiesta dei fondi europei che ammontano a 1 milione e 104 mila euro.
Si tratta di cinque bandi che hanno finalità diverse. Uno è destinato alle associazioni apistiche maggiormente rappresentative in Toscana per sostenere interventi di formazione, assistenza tecnica, lotta alle malattie e promozione (azioni A1, A2, B1, F1).
Gli altri quattro sono rivolti agli apicoltori per interventi destinati alla lotta alle malattie (azione B1), al ripopolamento apistico (azione B3), alla razionalizzazione della transumanza (azione B4) e all’acquisto di macchinari e sistemi di gestione delle produzioni (azione B5), quest’ultima destinata anche alle forme associate più rappresentative.

Una parte dei bandi sono pubblicati sul BURT del 27 dicembre 2023, i rimanenti sul BURT del 3 gennaio 2024. Le domande potranno essere presentate sul sistema informativo di ARTEA dalle associazioni entro il 15 gennaio mentre per gli altri 4 bandi il termine scade il 31 gennaio 2024.

I numeri dell’apicoltura toscana

L’apicoltura in Toscana colloca la regione fra i primi posti in Italia con 7.308 apicoltori che gestiscono complessivamente 16.121 apiari e 177.775 alveari. Il settore ha registrato negli ultimi anni una spiccata tendenza alla crescita.
La maggior parte degli apicoltori (4.742) produce per l’autoconsumo mentre circa 2.300 si dedicano anche alla commercializzazione del miele. Gli apicoltori stanziali sono 5.145, quelli che si dedicano anche al nomadismo 2.200.
La specie prevalente è l’apis mellifera ligustica, allevata da 6.676 apicoltori, seguita a grandissima distanza dalla carnica con 26.
Nonostante i numeri in forte aumento, anche a livello nazionale, la storica carenza di prodotto costringe il nostro Paese a importare grandi quantità di miele dall’estero, in particolare da Ungheria, Argentina, Spagna e Cina.

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