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Apicoltura urbana, a Bagno a Ripoli alveari trasparenti per osservare il lavoro delle api

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Foto Comune di Bagno a Ripoli

È il primo tassello di un progetto del Comune che prevede altre arnie e attività didattiche. E presto si produrrà il “miele di Bagno a Ripoli”.

 

Redazione

BAGNO A RIPOLI (Fi) – Alla vigilia della Giornata mondiale delle api un alveare trasparente e “a cielo aperto”, studiato per permettere a tutti di osservare da vicino il lavoro instancabile delle api, è stato inaugurato al parco di Grassina, nel Comune di Bagno a Ripoli.

È il primo tassello del progetto di apicoltura urbana ideato dal Comune per promuovere tra la popolazione e i bambini delle scuole la conoscenza di queste piccole creature fondamentali per l’ecosistema. Agli alveari di Grassina infatti seguiranno nelle prossime settimane altre dieci arnie che saranno collocate a Ponte a Ema, vicino all’Oratorio di Santa Caterina delle Ruote. L’apiario sarà dotato di particolari sensori che permetteranno di monitorare l’attività delle api, quanto miele produrranno e, attraverso la sua composizione, come si evolve la situazione ambientale e la biodiversità nell’area circostante.

È un progetto a cui teniamo moltissimo – spiega il sindaco Francesco Casiniche va a creare dei luoghi protetti per le api, una forma di tutela per queste piccole ma essenziali creature che con l’attività di impollinazione sono una chiave per la vita sul nostro pianeta e che oggi sono messe a rischio da molti fattori inquinanti. Le api sono un vero e proprio termometro dell’ambiente che le circonda. Purtroppo l’uso crescente di biocidi e i cambiamenti climatici stanno segnando il declino di questi insetti, è quindi necessario invertire la rotta e sensibilizzare la cittadinanza, in particolare le giovani generazioni, verso la loro importanza“.

L’alveare inaugurato ieri al parco di Grassina, lungo l’Ema, è una grande teca trasparente priva di copertura in modo da permettere a tutti di osservare da vicino il comportamento e l’attività di questi piccoli insetti laboriosi. E’ predisposta per ospitare due arnie garantendo il passaggio di aria e luce per il massimo benessere delle api. Ogni arnia, a seconda della stagione, potrà ospitare al suo interno dalle 60.000 alle 80.000 api.
Le postazioni diventeranno meta di attività rivolte soprattutto agli studenti delle scuole del territorio con un approccio sperimentale alla didattica, all’aria aperta e in mezzo alla natura.

Ma non è tutto. Sarà possibile anche raccogliere il frutto del lavoro delle api. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione regionale dei produttori apistici (Arpat), che in Toscana riunisce 1.000 soci e ben 29.000 alveari. Saranno loro, con il supporto degli apicoltori locali, che da qui in avanti gestiranno l’alveare e produrranno il “miele di Bagno a Ripoli”.

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