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Ecomafia, la Lombardia supera la Toscana ma i dati preoccupano

Rapporto Ecomafia di Legambeinte

Rapporto Ecomafia 2023 di Legambiente: abusi edilizi, rifiuti e reati contro la fauna i settori più colpiti. Primato negativo della provincia di Livorno.

 

Redazione
28 luglio 2023

FIRENZE – Il termine ecomafia fu coniato da Legambiente e apparve per la prima volta nel 1994 in un documento intitolato Le ecomafie – il ruolo della criminalità organizzata nell’illegalità ambientale, in collaborazione con Eurispes e l’Arma dei Carabinieri. Nel 1997 venne pubblicato il primo Rapporto Ecomafia dell’associazione ambientalista, che da allora ogni anno fa il punto sull’argomento.

Oltre 2000 reati ambientali (per la precisione 2085) quelli registrati nell’anno solare 2022 in Toscana, più di cinque al giorno. Questa è la fotografia che scaturisce dal nuovo rapporto Ecomafia 2023 di Legambiente. La Toscana si posiziona settima in classifica con 109.324 controlli, il 6,8 % dei quali hanno rilevato reati. Le persone denunciate sono state 1614, 13 arrestate e 245 sequestri. Ciclo del cemento, reati contro la fauna e ciclo dei rifiuti tra le principali filiere interessate dal fenomeno criminale. Si tratta di numeri che separano la nostra regione di poco dalla Lombardia, sesta in classifica.

Tra le province toscane da sottolineare l’ingresso di Livorno nella classifica nazionale dei reati ambientali, al nono posto. Si tratta della prima provincia toscana presente con 565 reati rilevati (1/4 del totale regionale), seguita da Firenze (258) e poi Lucca (186). Chiudono la classifica Prato e Pistoia.

La cementificazione abusiva vede la Toscana quarta in classifica tra Sicilia e Calabria con 860 denunce, 54 sequestri e 2498 illeciti amministrativi registrati. Anche in questo caso la provincia dove questi reati sono più diffusi è Livorno, poi Firenze e Lucca. Altri settori particolarmente colpiti dai reati ambientali sono stati la filiera dei rifiuti e i reati contro la fauna. In quest’ultimo caso il numero di reati è particolarmente alto nella provincia di Livorno (390), dove superano di otto volte la seconda in classifica, Firenze (37).

Infine per quanto riguarda i reati ai danni del patrimonio culturale, tra cui furti di opere d’arte, contraffazione e danni alle aree archeologiche, la nostra regione si posiziona quarta in classifica dopo Sardegna, Lombardia e Lazio con 39 opere trafugate.

“Sono dati preoccupanti e in crescita (in valore assoluto) quelli registrati in Toscana nel 2022. Reati ambientali di varia natura e gravità, che però sembrano concentrarsi in modo vistoso sul comparto costiero, soprattutto nella Provincia di Livorno – dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – che, lo ricordo, ricomprende buona parte anche dell’Arcipelago, Elba in testa. Pressione immobiliare, pesca di frodo, piccoli grandi abusi edilizi, ecco la chiave di lettura del Rapporto di quest’anno. L’altro dato notevole, stavolta in termini relativi, di graduatoria, è il sorpasso della Lombardia, che ha preso il 6° posto su base nazionale che da una dozzina di anni aveva occupato la nostra Toscana”.

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