Ecosistema

Il 22 novembre prende il via l’uccisione dei mufloni dell’isola del Giglio

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Foto da www.savegiglio.org

Lo prevede un progetto per l’eradicazione delle specie aliene cofinanziato dall’Ue. La Lega Antivivisezione: “Il ministro Cingolani intervenga”.

 

di Iacopo Ricci

ISOLA DEL GIGLIO (Gr) – La cosa era risaputa da tempo ma adesso ci siamo. A partire da lunedì 22 novembre i cacciatori assoldati dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano procederanno con la fucilazione degli ultimi mufloni (si parla di qualche decina) che vivono sull’isola del Giglio. È quanto prevede il progetto Life LetsGo Giglio, co- finanziato dall’Unione Europea. L’obiettivo è quello di eradicare definitivamente questi ungulati dall’isola in quanto specie “aliena”, cioè non originaria del territorio.

La decisione ha visto fin dall’inizio l’opposizione delle associazioni animaliste e di una parte degli abitanti dell’isola che hanno lanciato una petizione. Ora che la mattanza sta per cominciare la LAV (Lega Antivivisezione) chiede l’intervento del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. “I danni all’agricoltura causati dagli animali – spiegano dall’associazione – nonostante siano stati definiti “ingenti”, in realtà nel corso di 19 anni hanno determinato richieste di indennizzo per soli 1.200 euro totali, praticamente irrilevanti”.

La legge nazionale prevede che all’interno dei parchi si possano attivare piani di abbattimento degli animali solamente per ricomporre squilibri ecologici determinati dagli stessi animali. “Ma nel caso del Giglio – aggiunge la Lav – non risulta alcuno studio che dimostri la rilevanza di tali squilibri, lo stesso direttore del parco, Giampiero Sammuri, ha dichiarato alla stampa che il parco non ha mai condotto uno studio dedicato agli impatti del muflone sul Giglio”.

cattura mufloni
Liberazione di un muflone nel Centro Recupero Animali Selvatici della Maremma( foto Irriducibili Liberazione Animale).

A questo punto per fermare la strage ci si appella al ministro. “Chiediamo un intervento urgente da parte del ministro della Transizione Ecologica – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici – per sospendere le operazioni di uccisione dei mufloni così da consentire una puntuale attività di verifica sui contenuti del progetto e sulle modalità di esecuzione dello stesso, non è accettabile che decine di animali vengano massacrati, e con il denaro dei cittadini”.

Qualcuno in realtà si è mosso per tempo ed è riuscito a salvare una parte degli animali: l’associazione Irriducibili Liberazione Animale che insieme al Caart, il Coordinamento delle associazioni animaliste toscane, ha stipulato un accordo con l’Ente Parco che ha reso possibile la cattura e il trasferimento di alcuni esemplari. Adesso i mufloni vivono al sicuro in un’oasi protetta, il Centro Recupero Animali Selvatici della Maremma (CRASM) di Semproniano. Almeno loro sono stati fortunati.

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