Inquinamento

Mal’Aria 2018: Piana Lucchese e Montale maglia nera in Toscana 

Mal'Aria 2018

Legambiente Toscana commenta il report annuale sull’inquinamento nelle città. Nella Regione il trend decennale è in miglioramento, male Firenze per il biossido di azoto.

Le città hanno bisogno di aria pulita. E’ ancora una volta Legambiente a dirlo con il suo dossier Mal’aria 2018 – “L’Europa chiama, l’Italia risponde?, il rapporto sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane e la campagna annuale “PM10 ti tengo d’occhio”, che monitora l’andamento giornaliero dei 96 capoluoghi di Provincia.  Dal rapporto emerge un bilancio fatto di luci e ombre per la Toscana, anche se è indubbio che il trend decennale segnala miglioramenti consistenti, specie sulle polveri fini.

“La situazione dell’inquinamento atmosferico 2017 in Toscana è in deciso miglioramento, anche se continuano a esserci situazioni molto critiche –dichiarano Fausto Ferruzza e Michele Urbano, rispettivamente Presidente e Responsabile regionale matrice aria di Legambiente Toscana – Sul particolato fine (PM 2,5 e soprattutto PM 10) si rilevano valori alti  soprattutto nella Piana Lucchese e nella zona di Montale. Firenze, invece, è ancora maglia nera per il Biossido di azoto, nonostante su tutti gli altri parametri se la cavi egregiamente. Interessante è poi il dato storico decennale 2007/2017 che abbiamo voluto aggiungere quest’anno per il PM 10, da cui si ricava ancora una volta che le maggiori criticità restano intorno a Capannori”.

Sul versante nazionale Legambiente ricorda che gli accordi sottoscritti fino a ora tra Ministero, Regioni e Comuni per affrontare la cattiva qualità dell’aria sono serviti a poco o nulla. Molteplici le cause, tra le quali confusione di competenze e, soprattutto, pochi controlli.
L’Italia è il Paese in cui si vendono ancora più auto diesel (56% del venduto tra gennaio e ottobre 2017, contro una media europea del 45%), e dove circolano auto e soprattutto camion tra i più vecchi d’Europa (quasi 20 anni di età media).

Per l’associazione occorre, invece, potenziare e innovare il trasporto pubblico locale, per arrivare a un parco circolante completamente elettrico. Lo sta già facendo il comune di Milano e sta incominciando a farlo su alcune linee anche l’azienda trasporti torinese. Le misure tampone non bastano, quello che serve davvero sono gli interventi strutturali e di lungo periodo.

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