Ecosistema

Nido record all’Isola d’Elba, nate 104 tartarughine su 127 uova deposte

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Cecilia Mancusi di Arpat e Marco Zuffi dell'Università di Pisa (foto Legambiente Arcipelago Toscano)

La schiusa eccezionale sulla spiaggia di Galenzana con un successo dell’82%. Ora inizia la sorveglianza h 24 degli altri 5 nidi deposti sull’isola. 

 

Redazione
19 agosto 2023

uova-tartaruga-marinaISOLA D’ELBA (Li) – Un nido record per deposizione di uova e piccoli nati: a Galenzana, nel Comune di Campo dell’Elba, sono nate 104 tartarughine su 127 uova depositate con un successo di schiusa dell’82%. È accaduto nel tardo pomeriggio di giovedì 17 agosto davanti a una piccola folla di bagnanti che ha assistito in religioso silenzio all’escavazione del nido scavato due mesi fa da una tartaruga molto prolifica. Un’operazione delicata condotta dalle mani esperte di Cecilia Mancusi di ARPAT, Giuliana Terracciano dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, Marco Zuffi dell’Università di Pisa e Livia Tolve dell’Università di Firenze, assistiti dai volontari di Legambiente.

Fiorella, come è stata chiamata la tartaruga di Galenzana, ha così battuto il record di Federica, la prima tartaruga che ha nidificato all’Elba nel 2017 che depositò 116 uova dalle quali uscirono 103 piccoli, il record per quell’anno nel Mediterraneo. Anche a Roccamare (GR) una tartaruga marina depositò 127 uova nel 2020 ma con un successo di schiusa molto più basso.

Il conteggio dei ricercatori ha rivelato anche che le tartarughine di Galenzana erano 8 in più di quelle contate in due settimane di sorveglianza 24 ore su 24 dalle volontarie e dai volontari di Legambiente.
Un’altra particolarità di questo nido fuori dell’ordinario è che stavolta, a differenza delle precedenti all’Elba, non sono state trovate tartarughine “pigre” ancora vive che avevano bisogno di aiuto per uscire e nemmeno, fortunatamente, già sviluppate ma morte. Solo un uovo presentava al suo interno una tartarughina semi-sviluppata che non ce l’ha fatta.

Tutti dati utili per il progetto europeo LIFE Tarta Nest coordinato da Legambiente al quale partecipa anche ARPAT, mentre le università di Pisa e Siena fanno confluire i dati raccolti al LIFE e sono coinvolte insieme ad ARPAT e Zooprofilattico nel progetto Natnet, il primo attivato su questo tema, con a capo la Regione Toscana.

Ora comincia la sorveglianza degli altri 5 nidi che le tartarughe marine hanno scavato all’Elba in quest’estate straordinaria a partire da quello di Lacona e poi a Fetovaia, Marciana Marina, La Foce e l’Innamorata.

Marco Zuffi dell'Università di Pisa (foto Legambiente Arcipelago Toscano)
Marco Zuffi dell’Università di Pisa (foto Legambiente Arcipelago Toscano)

 

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