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Prato, blitz in stamperia cinese

Foto ARPAT
Foto ARPAT

Rifiuti pericolosi a cielo aperto, lavoratori in nero e assenza di autorizzazioni ambientali: Polizia Municipale e ARPAT mettono i sigilli alla ditta.

PRATO – È scattato ieri il sequestro penale preventivo per una stamperia cinese in via Caduti sul Lavoro a Prato. Sul piazzale della ditta, in poco più di 200 metri, era stato abbandonato di tutto: bidoni di vernice, taniche e bottiglie di plastica, bombolette spray esaurite, contenitori per oli lubrificanti, scaffalature di metallo, ricambi di macchinari e una quarantina di sacchi di scarti tessili. Una parte degli oli minerali e dei fanghi provenienti dal ciclo produttivo erano stati riversati anche a terra.

All’interno della stamperia la situazione non era migliore, con la presenza di sostanze chimiche e altro materiale classificabile come pericoloso. I residui dei prodotti chimici impiegati nel processo di stampa, che ricoprivano interamente le griglie e le canalizzazioni del sistema di lavaggio dei cilindri da stampa e delle racle, venivano convogliati in due pozzetti interrati e da qui finivano nella pubblica fognatura. 

La ditta non risultava in possesso di nessuna autorizzazione ambientale sia per le emissioni in atmosfera derivanti dai macchinari che per gli scarichi idrici industriali. Degli addetti alla tipografia solo uno è risultato regolarmente assunto, tutti gli altri lavoravano in nero. E per finire, i locali di servizio versavano in pessime condizioni igieniche. Più che abbastanza per mettere l’immobile sotto sequestro mentre per il titolare, C. X, è scattata la denuncia penale.

Fonte: Ufficio Stampa Arpat

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