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Sentenza sulla discarica di Podere Rota: la bonifica spetta alla Regione

Sentenza sulla discarica di Podere Rota: spetta alla Regione la bonifica

Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato è comunque delusa Valentina Vadi, sindaca di San Giovanni: “Inchiesta pubblica senza risultati”.

 

Redazione

TERRANUOVA BRACCIOLINI (Ar) – Spetta alla Regione e non alla Provincia provvedere alla bonifica della discarica di Podere Rota. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato pubblicata lo scorso 7 maggio. Risolta la questione delle competenze, la sindaca di San Giovanni Valdarno chiede che adesso la Regione Toscana emetta subito un’ordinanza nei confronti di Csai, la società che gestisce la discarica, affinché si dia avvio alle operazioni.

Il 19 ottobre 2020 Csai aveva chiesto alla Regione l’autorizzazione ad ampliare il sito destinandolo a discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Il progetto, con un investimento di 24 milioni di euro, prevede un allargamento dei volumi attuali pari a 800 mila metri cubi che porterebbe a intensificare il flusso dei rifiuti, provenienti da tutta la Regione e da tutto il territorio nazionale.
Il 21 gennaio scorso la Regione Toscana – Settore Valutazione impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica, Opere pubbliche di interesse regionale – aveva dato avvio al Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) nonostante la vicenda relativa alla potenziale contaminazione del sito, messa in evidenza dalla relazione di Arpat Arezzo nel settembre 2020, non fosse ancora stata chiarita.

A febbraio la Regione Toscana aveva dato il via libera anche allo svolgimento dell’inchiesta pubblica per l’“Adeguamento volumetrico della discarica per rifiuti non pericolosi di Casa Rota su proposta dell’assessore all’Ambiente Monia Monni. Ieri si è detta però delusa Valentina Vadi, sindaca di San Giovanni Valdarno, al termine dell’inchiesta in questione: “Nessun giudizio, nessuna valutazione, nessuna chiara presa di posizione, è stata una relazione deludente. Una relazione finale molto insoddisfacente che manca di coraggio”.

“La Regione Toscana emetta un’ordinanza nei riguardi di Csai e si proceda, quanto prima, a iniziare le operazioni di bonifica nella discarica di Podere Rota – aveva detto la sindaca all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 7 maggio -. Il documento ha confermato che spetta alla Regione far applicare i provvedimenti in materia di bonifica. La Regione Toscana dovrà celermente dare seguito a quanto indicato da Arpat, emettendo ordinanza nei riguardi del responsabile della potenziale contaminazione che dovrà procedere alle operazioni di bonifica del terreno. Non è pensabile che si proceda all’ampliamento di un sito di discarica quando quel medesimo sito presenta una contaminazione potenziale delle acque sotterranee che deve essere indagata e approfondita”.

“Se in Toscana si chiudessero le discariche come Podere Rota e si facessero impianti moderni, utili anche agli indotti economici che in modo spregiudicato si affidano alle mafie, impediremmo tutto questo e soprattutto non avveleneremmo più i nostri territori – ha dichiarato Silvia Chiassai, presidente della Provincia di Arezzo -. La politica regionale non ha mai avuto il coraggio di arrivare a dotarsi di impianti di smaltimento, continuando a scaricare in Valdarno con rischi per la salute e l’ambiente. Malgrado le direttive europee, regionali, provinciali del 2014 e la condanna di istituzioni, associazioni, comitati e cittadini, la Regione non ha avuto il coraggio di fare una scelta moderna e funzionale, verso impianti più innovativi che permettano di abbandonare i vecchi sistemi di smaltimento dei rifiuti tramite l’utilizzo esclusivo delle discariche”.

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