Ecosistema

Sull’Arno un ospite inatteso: è arrivata l’oca del Nilo, bella ed esotica

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Foto di Karin Huphoff per Consorzio di Bonifica Alto Valdarno

Una coppia si è stabilita a San Giovanni Valdarno. Il Consorzio di bonifica: “Specie estremamente invasiva, effetti su ecosistema difficilmente prevedibili”.

 

Redazione
21 aprile 2023

Oca del Nilo_1SAN GIOVANNI VALDARNO (Ar) – Sulla bellezza niente da dire, madre natura le ha dotate di colori brillanti e portamento elegante. La singolare coppia vive lungo l’Arno da qualche tempo e ha subito incuriosito i passanti che si fermano ad ammirarla e a immortalarne il piumaggio variopinto. Sono due esemplari di oche egiziane, subito diventati elemento di attrazione a San Giovanni Valdarno. A notarle sono stati i tecnici del Consorzio di Bonifica Alto Valdarno durante i sopralluoghi per il monitoraggio del fiume.
La new entry nell’habitat fluviale della vallata però, oltre a destare stupore, solleva qualche preoccupazione. Si tratta infatti, spiegano dal Consorzio, di una specie aliena con effetti sull’ecosistema difficilmente prevedibili.

Lo splendido uccello, dal nome scientifico di Alopochen aegyptiaca, è originario dell’Africa subsahariana e della Valle del Nilo, dove gli antichi Egizi lo consideravano un animale sacro e lo raffiguravano nelle loro opere d’arte. Le piume brillanti e vivacemente colorate ne fanno un’oca ornamentale tra le più apprezzate per impreziosire parchi e giardini.
Come spesso accade, però, molti esemplari sono fuggiti dalla cattività o rilasciati deliberatamente e così l’oca egiziana ha iniziato a riprodursi altrove e di recente ha fatto la sua comparsa anche in Valdarno.

La coppia può essere arrivata in seguito a un processo migratorio o più probabilmente, come è accaduto in altre parti d’Italia e d’Europa, è frutto di rilasci o fughe da spazi privati. Non sempre però l’aumento della biodiversità, accelerato e favorito in qualche caso dai cambiamenti climatici, è un fatto positivo – commentano al Consorzio –. Questi uccelli sono considerati estremamente invasivi e dal 2017 sono stati inseriti nell’elenco delle specie aliene di rilevanza europea, pur essendo esteticamente apprezzati al pari dei pappagalli, degli ibis sacri e di altri colorati uccelli esotici. Questa nuova presenza, insieme alla necessità di controllare l’equilibrio biologico del fiume Arno, sarà uno dei temi su cui dovremo lavorare anche nell’ambito del Contratto di fiume che il nostro ente si appresta a promuovere sul tratto valdarnese, nella cornice del Patto per l’Arno”.

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