Sotto esame l’aumento dei rifiuti bruciati, le emissioni, i costi e le criticità del progetto evidenziate in una relazione del referente Lorenzo Scoccati.
Redazione
26 ottobre 2026
POGGIBONSI (Si) – Si allarga in Valdelsa il fronte contrario all’ampliamento dell’inceneritore di Foci. Venerdì 23 ottobre, nella sede della Pubblica Assistenza di Poggibonsi, si è costituito il comitato Valdelsa Area Pulita che conta già circa cento adesioni tra cittadini, rappresentanti di associazioni e amministratori locali.
Al centro della mobilitazione il progetto di Sienambiente, presentato alla Regione Toscana, che prevede di aumentare la capacità di trattamento dell’impianto dalle attuali 70 mila a 110 mila tonnellate annue di rifiuti indifferenziati.
Le principali preoccupazioni riguardano le possibili conseguenze sulla salute, le emissioni atmosferiche, la tutela delle acque e del suolo, l’aumento del traffico pesante e le eventuali ripercussioni sulla TARI. Il comitato solleva inoltre interrogativi sulla coerenza del progetto con gli obiettivi regionali di riduzione e riciclo dei rifiuti.
All’assemblea è intervenuta anche Monica Sottili, assessora all’Ambiente di Colle di Val d’Elsa, confermando la contrarietà dell’amministrazione comunale. Critico anche l’ex sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi, secondo il quale l’ampliamento sarebbe privo di giustificazioni e non previsto dalla programmazione regionale.
A illustrare le criticità tecniche è stato Lorenzo Scoccati, referente del comitato, attraverso un’analisi della documentazione del procedimento autorizzativo regionale. Secondo i dati presentati il fabbisogno di trattamento dei rifiuti dell’ATO Toscana Sud è stimato tra 141 mila e 157 mila tonnellate annue, a fronte di una capacità già autorizzata di 145 mila tonnellate tra Poggibonsi e Arezzo. L’ampliamento dei Foci porterebbe tale capacità a 185 mila tonnellate, creando una possibile sovraccapacità rispetto alle necessità del territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata alle emissioni. Secondo le elaborazioni illustrate il volume annuo dei fumi aumenterebbe del 68,5%, mentre le quantità potenzialmente emesse di alcuni inquinanti, calcolate sui limiti autorizzativi richiesti, crescerebbero tra il 41% e il 68,5%. Si tratta di stime teoriche, non delle emissioni effettivamente previste.
Scoccati ha inoltre richiamato le 28 richieste di integrazione formulate dalla Regione Toscana il 6 ottobre riguardanti anche la bonifica del sito, non ancora conclusa alla data degli atti esaminati, e la mancanza di uno studio di impatto sanitario, richiesto dall’Azienda USL.
Sul piano economico il progetto comporterebbe un investimento di 43,5 milioni di euro e costi di esercizio aggiuntivi per circa 3,3 milioni annui. Restano quindi da chiarire, secondo il comitato, le possibili conseguenze sulle tariffe dei rifiuti e la reale necessità dell’ampliamento. Il comitato punta ora ad approfondire gli aspetti tecnici del progetto e a promuovere alternative alla combustione dei rifiuti.



















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