LE AZIENDE INFORMANO

Compagnia delle Foreste, da Arezzo la cultura degli alberi guarda alle città

Foto www.compagniadelleforeste.it
Foto www.compagniadelleforeste.it

Da un convegno svoltosi a Modena è emersa ancora la centralità del verde urbano per la città contemporanea e la qualità della vita.

 

Redazione
26 maggio 2026

AREZZO – Da via Pietro Aretino, nel cuore di Arezzo, Compagnia delle Foreste porta avanti da anni un lavoro che unisce comunicazione, innovazione e cultura tecnico-scientifica intorno a boschi, alberi e verde urbano. La società aretina indica tra i propri obiettivi la promozione della gestione attiva e sostenibile delle foreste, delle piantagioni da legno e del verde urbano come fonte di benessere per le comunità.

Il suo nome è legato in particolare a Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi, rivista nata nel 1995 e diventata punto d’incontro tra ricerca, professioni, politica forestale e gestione del territorio. Una pubblicazione che ha contribuito a far crescere in Italia un lessico nuovo sugli alberi: non più soltanto natura da contemplare, ma patrimonio da conoscere, misurare, pianificare e curare.

In questa prospettiva si inserisce anche il convegno Il verde che vale, promosso lo scorso 7 maggio dal Comune di Modena con il supporto della Fondazione AlberItalia ETS. L’iniziativa ha concluso un percorso importante: trasformare il verde urbano da elemento ornamentale a infrastruttura essenziale della città contemporanea.

Lo studio presentato a Modena ha mostrato come alberi, parchi e aree boscate possano incidere concretamente sulla qualità della vita: riducono il caldo nelle strade più esposte, migliorano il comfort dei quartieri, contribuiscono alla qualità dell’aria e aiutano le città ad affrontare gli effetti della crisi climatica. Il risultato è un piano di indirizzo per la progettazione e la gestione del verde urbano, delle aree boscate urbane ed extraurbane, basato su rilievi, mappature e analisi scientifiche.

La novità culturale è rilevante: l’albero viene trattato come una componente della città al pari di strade, illuminazione, reti idriche e servizi pubblici. Non basta piantare, bisogna scegliere dove, perché, con quali specie, con quale manutenzione e con quali benefici attesi.

Il caso modenese ha valore nazionale anche per il metodo partecipativo, costruito attraverso incontri pubblici e strumenti di comunicazione capaci di avvicinare cittadini e tecnici. Non è un dettaglio: senza consapevolezza collettiva il verde resta spesa, con conoscenza e pianificazione diventa investimento.

La conferma di Modena tra le città italiane del programma internazionale Tree Cities of the World rafforza questo percorso: il riconoscimento premia i Comuni che adottano strategie strutturate per la gestione del patrimonio arboreo, e AlberItalia è punto di contatto nazionale del programma. Da Arezzo a Modena, il messaggio è chiaro: il futuro delle città passa anche dalla competenza forestale.

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