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Inceneritore di Montale: un esposto penale in Procura dopo le segnalazione sugli sforamenti

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Il Comitato “nonCIStiamo” e Zero Waste Italy domandano chiarimenti sulla gestione delle emissioni e sui tempi delle comunicazioni istituzionali.

 

Redazione
14 ottobre 2026

MONTALE / AGLIANA (Pt) — Il Comitato “nonCIStiamo” e Zero Waste Italy (Rifiuti Zero Italia) con l’assistenza dell’avvocato Alessandro Fagni e del biologo e chimico Andrea Gheri, hanno depositato un esposto penale presso la Procura della Repubblica di Pistoia in merito all’impianto di incenerimento di via Tobagi. L’obiettivo è far luce sui superamenti dei limiti emissivi registrati nel corso del 2026, sulla trasparenza delle procedure di informazione ai cittadini e sul ruolo dell’amministrazione comunale nelle attività di vigilanza e tutela della salute pubblica.

La vicenda presenta aspetti di rilievo anche sul piano del confronto istituzionale. Nel corso di un intervento sulla rete televisiva TVL il sindaco di Agliana avrebbe dichiarato di essere stato informato degli sforamenti dei parametri dell’inceneritore già nel mese di luglio.

I promotori dell’esposto sottolineano tuttavia una discrepanza nei tempi di diffusione delle informazioni: la comunicazione ufficiale inviata da Arpat risalirebbe al 16 agosto ma il tema è stato poi trattato dal sindaco di Montale in Consiglio comunale soltanto durante la seduta dell’8 ottobre. Ci si chiede dunque come mai non siano state adottate contromisure o sospensioni cautelative dell’impianto nei mesi estivi in seguito al rilevamento di valori oltre la soglia per sostanze come diossine e furani sulla Linea 3.

I punti chiave della perizia

La relazione tecnica firmata dal dottor Andrea Gheri mette in luce diversi problemi operativi legati al funzionamento della struttura:
– Fasi di fermo e ripartenza: l’impianto registra arresti e riavvii mensili su entrambe le linee. Spegnimento e riaccensione sarebbero proprio i momenti più critici per la formazione e la dispersione nell’aria di inquinanti pericolosi.
– Sforamenti multipli nel corso del 2026: la perizia segnala picchi nei valori di mercurio a maggio (superiori dalle 20 alle 30 volte rispetto allo standard) e di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) a settembre (pari a 10 volte i valori ordinari).
– Gestione e trasmissione dei dati: si segnalano ritardi nell’invio dei report agli enti di controllo (i dati relativi a giugno non risultavano pervenuti a ottobre) e perplessità sull’uso dei sistemi di calcolo basati su medie matematiche.
– Impatto acustico: si riportano infine le segnalazioni dei residenti relative ai rumori causati dalle turbine e dagli interventi di manutenzione, anche di notte, con richieste di verifica che hanno richiesto la presenza delle forze dell’ordine.

La richiesta: chiusura e bonifica immediata

Considerato che l’impianto di via Tobagi è in funzione da ben 48 anni il Comitato “nonCIStiamo” e Zero Waste Italy ritengono la struttura giunta al termine del proprio ciclo di vita operativo e non più in grado di operare in sicurezza. Alla luce delle analisi presentate le associazioni richiedono pertanto la chiusura dell’inceneritore e la predisposizione di un piano integrato per la bonifica e la riqualificazione dei terreni e dell’area interessata.

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