Eva Rigonat di Medici per l’Ambiente mette sotto accusa il marketing alimentare aggressivo: “Proteggere le giovani generazioni è responsabilità delle istituzioni”.
Redazione
9 ottobre 2026
Il contrasto all’obesità infantile e alle patologie metaboliche passa attraverso interventi legislativi coraggiosi e non più rinviabili. La costante esposizione di bambini e adolescenti al marketing di prodotti ad alto contenuto di zuccheri, grassi e sale rappresenta una vera e propria emergenza di salute pubblica. A richiamare l’attenzione sul tema è Eva Rigonat, componente del Comitato scientifico di ISDE Italia – Medici per l’Ambiente, in un approfondimento intitolato “Cibo spazzatura, marketing, legislazione: una questione etica”, pubblicato sulla testata dell’Ordine dei Medici di Torino, Il Punto.
Educazione alimentare e buona volontà dell’industria non bastano
L’analisi sottolinea una profonda contraddizione: a fronte dell’aumento delle evidenze scientifiche sui rischi legati ai cibi ultraprocessati – associati all’insorgenza di malattie cardiovascolari e metaboliche – le tutele per i minori rimangono insufficienti.
L’approccio finora adottato si è basato prevalentemente sulla responsabilità dei singoli, sull’educazione alimentare e sull’autoregolamentazione delle imprese. Tuttavia, secondo l’esponente di ISDE, fare affidamento unicamente sulla buona volontà dell’industria o sulla capacità delle famiglie di resistere alle pressioni pubblicitarie si è rivelato un modello inefficace e iniquo. Il contesto socio-economico e la massiccia promozione commerciale su TV, social network e perfino negli ambienti scolastici condizionano fortemente le scelte nutrizionali, accentuando le disuguaglianze sociali.
Le raccomandazioni dell’OMS e lo scenario europeo
Già nel 2023 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato ai governi l’adozione di politiche obbligatorie per limitare la promozione di alimenti e bevande poco salutari. Un invito disatteso da gran parte d’Europa, dove – come rilevato dall’Osservatorio europeo dell’audiovisivo – prevale ancora una regolamentazione frammentata.
Mentre Paesi come il Regno Unito, la Francia, l’Irlanda e il Portogallo hanno introdotto vincoli più severi alla pubblicità nei media tradizionali e digitali, l’Europa stenta a definire standard omogenei.
La proposta di legge italiana
In Italia un passo verso l’adozione delle linee guida internazionali è rappresentato dalla proposta di legge C. 2089, presentata alla Camera nell’ottobre 2024 dalla deputata Luana Zanella. Il testo mira a promuovere il modello della dieta mediterranea e ad applicare un divieto specifico sulla pubblicità dei prodotti ultraprocessati rivolta ai minori di sedici anni. La proposta prevede inoltre un sistema sanzionatorio i cui proventi verrebbero destinati al Fondo per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, unendo così la prevenzione sanitaria alla riduzione delle disuguaglianze sociali.
Una scelta etica e politica
Per ISDE Italia la tutela dei minori richiede un cambio di passo radicale: la scuola deve rimanere un luogo protetto da ingerenze commerciali e la salute pubblica deve prevalere sugli interessi economici dell’industria alimentare. Garantire un ambiente alimentare sano non è una semplice questione di scelta individuale ma un dovere etico e politico da cui dipende il benessere delle generazioni future.



















Aggiungi un commento