Le associazioni ambientaliste chiedono alla Regione di consentire anche ai piccoli proprietari di vietare la caccia sui propri terreni.
Redazione
30 ottobre 2026
Sono oltre 40mila le firme raccolte in Toscana per chiedere l’abolizione del limite minimo di 200 ettari previsto dalla normativa regionale per ottenere l’esclusione dei terreni privati dall’attività venatoria. La petizione, promossa da sette associazioni ambientaliste, riapre il confronto tra proprietari, cacciatori e istituzioni regionali sul diritto di impedire la caccia nei fondi agricoli e nelle proprietà private.
La mobilitazione, annunciata il 29 ottobre, contesta una disposizione che, secondo i promotori, impedisce alla maggioranza dei piccoli e medi proprietari di richiedere l’esclusione dei propri terreni dalla caccia. Il limite dei 200 ettari, sostengono gli ambientalisti, è stato introdotto dalla Regione Toscana e non è previsto dalla legislazione nazionale.
A rendere più acceso il confronto è una proposta avanzata dalla cabina di regia delle associazioni venatorie toscane. Le organizzazioni dei cacciatori chiedono che, in caso di esclusione di un terreno dall’attività venatoria, i danni provocati dalla fauna selvatica all’interno della proprietà e nel raggio di un chilometro siano posti interamente a carico del proprietario richiedente.
Una posizione respinta dalle associazioni ambientaliste, che la considerano una misura punitiva destinata a scoraggiare le richieste di esclusione. Secondo i promotori della petizione, la fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato e la responsabilità economica dei danni non può essere automaticamente trasferita ai privati.
Gli ambientalisti sottolineano inoltre una distinzione: il divieto richiesto riguarda la caccia ricreativa, mentre resterebbero di competenza regionale gli eventuali interventi di prevenzione e controllo della fauna selvatica, da effettuare prioritariamente con metodi ecologici e non cruenti.
Nel documento vengono richiamati anche i problemi legati alla sicurezza nelle campagne e all’impiego di munizioni contenenti piombo. WWF Toscana, Animal Liberation, LAV, Italia Nostra, LIPU, Il Giardino dei Fenicotteri e Onda chiedono ora un incontro urgente con i vertici della Regione Toscana per discutere la modifica delle disposizioni vigenti e contrastare la proposta delle organizzazioni venatorie.



















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