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A Siena manifestazione contro l’aumento delle emissioni elettromagnetiche

A Siena manifestazione contro l'aumento delle emissioni elettromagnetiche e il 5G. Toscana Ambiente

Le associazioni: “Vogliamo scongiurare la possibilità che il Governo aumenti di 10 volte i limiti delle emissioni”.

 

Redazione

SIENA – Dopo il parere favorevole all’innalzamento dei limiti di esposizione espresso alcuni giorni fa dalla commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni sulle proposte per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, continuano le manifestazioni di cittadini e associazioni contrarie anche in Toscana. Dopo quelle di Lucca, Prato e Firenze dei giorni scorsi, stamattina è stata la volta di Siena con le associazioni Atto Primo – Salute, Ambiente e Cultura, Difensori della Toscana, Coordinamento Merse, R2020 fuoco di Siena, Comitato Farma e Italia Nostra Siena che hanno indetto un presidio in piazza del Duomo. Sono intervenuti: Roberto Gabbrielli, medico e socio Medici per l’Ambiente-ISDE ; Sonia Savioli, scrittrice e ambientalista e Tiziana Vigni, avvocato e presidente di Atto Primo.

” Vogliamo scongiurare l’aumento di 10 volte dei limiti delle emissioni elettromagnetiche – dichiarano gli organizzatori – la Commissione ha dato parere favorevole all’innalzamento dei limiti delle radiazioni elettromagnetiche da 6V/m a 61V/m. Se il Parlamento approvasse queste misure si abbatterebbe sui cittadini italiani un vero e proprio tsunami elettromagnetico, le cui conseguenze sulla salute umana e sull’ambiente sono imprevedibili e inimmaginabili”.

“Già ora sappiamo, e ce lo dicono numerosissime ricerche scientifiche indipendenti, che l’elettrosmog provoca danni al cervello, leucemie e tumori, in particolare nei bambini – aggiungono i portavoce -. Sono stati evidenziati disturbi ormonali, muscolari, neurologici e sappiamo che ci sono persone elettrosensibili che subiscono danni immediati ed evidenti se vivono in prossimità di fonti di emanazioni elettromagnetiche”.

Una parte della comunità scientifica, insieme alle diverse associazioni ambientaliste territoriali, si è mossa per invocare l’applicazione del principio di precauzione, richiedendo di finanziare una ricerca indipendente, epidemiologica e sperimentale, sulle onde millimetriche del 5G a 26 GHz. Una lettera è stata scritta e firmata da scienziati e ricercatori italiani e sottoscritta anche da molte associazioni, comitati e cittadini ed è scaricabile a questo indirizzo: https://vogliamolimiticautelativi.it/

“Alcuni studi effettuati in zone della Lombardia occupate da numeri elevati di ripetitori hanno rilevato una minor crescita di piante ed erba o comportamenti anomali negli uccelli – concludono le associazioni-. Tutto questo oggi. Cosa succederebbe se l’inquinamento elettromagnetico venisse aumentato di dieci volte, come si prefigge di fare il Governo italiano?”.

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