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Agricoltura e architettura, la bioedilizia guarda all’economia circolare

Agricoltura e architettura. La bioedilizia guarda all'economia circolare

Dagli architetti di Firenze due appuntamenti online sull’uso delle materie prime naturali all’epoca del Recovery Plan. Primo incontro l’8 aprile.

 

FIRENZE – Da un recente incontro organizzato da Toscana Bio per la Sostenibilità con Egidio Raimondi della Fondazione Est Ovest e il bioarchitetto Giovanni Galanti emerge come per l’edilizia sembra essere giunto il momento di coniugare le capacità progettuali con l’eliminazione della chimica e della petrolchimica attraverso l’uso per gli isolamenti termici di materie prime naturali che provengono dal riciclo, non solo industriale ma agricolo. Gli impieghi più disparati di questi nuovi materiali costituiscono una tendenza in crescita e in continua evoluzione e incominciano a essere premiati dal mercato, sia per i crediti ambientali riconosciuti da norme e regolamenti (CAM) sia per il benessere dell’ambiente.

Oggi il settore degli isolanti naturali derivati da risorse vegetali dunque non è più di nicchia. L’abitare non può considerare solo l’aspetto energetico ma anche e soprattutto quello della salute. L’agricoltura è ricca di risorse di scarto che potrebbero essere riutilizzate in economia circolare. L’edilizia di altri Paesi pratica il recupero e utilizza la canapa, la calce, la paglia e il legno. I professionisti però spesso non conoscono i materiali ecologici e si orientano su quelli convenzionali, e poi ci sono ancora molte resistenze da parte delle imprese.

Nel frattempo la Commissione Das (Dibattito Architettura Sostenibile) dell’Ordine degli architetti di Firenze e la Fondazione architetti Firenze ha organizzato la nuova edizione di Agritettura: nutrire il cantiere. La prima tappa è in programma l’8 aprile alle 15 in modalità online. Protagonisti sono l’economia circolare all’epoca del Recovery Plan e il rapporto tra agricoltura, ambiente e architettura. La proposta lanciata da Agritettura vuole rivolgersi anche alla Regione Toscana con l’obiettivo di organizzare un tavolo multidisciplinare in modo da formulare le proprie proposte e mettere in rete le numerose attività, avviando così iniziative sperimentali da replicare.

L’appuntamento, moderato dalla giornalista Teresa Panzarella, rappresenta un approfondimento sull’impiego in architettura e design degli scarti dell’agroalimentare attraverso le filiere della trasformazione. Dopo la proiezione del video Agritettura Nutrire il Cantiere – 2016/2021, curata dal Gruppo Agritettura, interverrà Giangavino Muresu, ceo di Milk Brick, azienda sarda che recupera e valorizza gli scarti dell’industria casearia per la produzione di centinaia di prodotti innovativi per l’industria edilizia a impatto idrico zero. Serena Camere, head of products di Mogu, parlerà di biomateriali dai funghi e dei primi prodotti commerciali a base di micelio. Marco Capellini, ceo di Matrec, parlerà dei materiali eccedenti che diventano eccellenti.

“L’agritettura è il frutto dell’alleanza tra agricoltura e architettura – spiegano gli organizzatori -. L’intento è quello di mantenere vivo il dibattito e continuare a dar voce al fermento in atto, alle relazioni, alle soluzioni possibili, a un nuovo modo di ripensare e fare un’architettura consapevole mettendo in rete i vari protagonisti nei settori della ricerca, della produzione, della sperimentazione e dell’applicazione”.
Il secondo seminario online, Storie di (stra)ordinaria archittettura, è in programma il 6 maggio alle ore 14.30. Per partecipare è necessario iscriversi sul sito architettifirenze.it 

Fonte: Ordine degli architetti di Firenze

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