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Ateneo di Firenze: vota la tua farfalla preferita e contribuirai a proteggerla

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Aporia Crataegi

Un progetto di citizen science a cavallo tra zoologia ed estetica: come la potenza della bellezza può accendere i riflettori sulla tutela di un intero habitat.

 

di Gabriella Congedo
(foto dal sito www.unveiling.eu)

L'entomologo Leonardo Dapporto
L’entomologo Leonardo Dapporto

FIRENZE – La bellezza è un’arma potente, così potente da poter determinare la sopravvivenza di una specie. È possibile costruire un “metro” per misurare la bellezza delle farfalle e, in questo modo, prendersi cura con maggior efficacia delle specie a rischio d’estinzione? La risposta è sì, ma solo se si mettono insieme le competenze dei biologi e quelle dei filosofi, lavorando in aree poco esplorate al confine tra le discipline.
È questo l’obiettivo di Unveiling, un progetto dell’Università di Firenze coordinato da Mariagrazia Portera, ricercatrice in Estetica e dal ricercatore in Zoologia ed entomologo Leonardo Dapporto.

Unveiling, che si occupa principalmente delle farfalle europee, vuole mettere in luce per la prima volta in modo rigoroso e approfondito il ruolo della bellezza e dell’esperienza estetica per sfruttarlo nell’ideazione di efficaci strategie di conservazione.

Si parte da un dato: circa metà delle quasi 500 specie di farfalle europee sono in declino e alcune a rischio estinzione per via dei cambiamenti climatici e della conseguente perdita di habitat. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le azioni di tutela, dalla stesura delle cosiddette “red list” (liste rosse di farfalle a rischio) alle azioni di citizen science o scienza partecipata con il coinvolgimento dei cittadini, dalle campagne di sensibilizzazione alle raccolte fondi.

La ricercatrice in Estetica Mariagrazia Portera
La ricercatrice in Estetica Mariagrazia Portera

Il punto è che, a parità di rischio d’estinzione, non tutte le specie di farfalle godono allo stesso modo di queste forme di tutela. Prendiamo le red lists per le farfalle in ambito italiano ed europeo. “A parità di rischio – spiegano i due ricercatori – in queste liste risultano inserite più frequentemente le farfalle più grandi, più colorate, più appariscenti, più vivaci. In una parola, quelle più belle. Su queste tendiamo a investire e impegnarci di più”.

Stando così le cose, visto che la bellezza – o la percezione che ne abbiamo – aumenta le chance di sopravvivenza di una specie perché muove più interesse, tanto vale sfruttarla. Il primo passo è cercare di misurare la percezione della bellezza, il cosiddetto “bias estetico”, per capire quali caratteristiche delle farfalle piacciono di più e muovono più emozioni. Per far questo i ricercatori stanno incrociando una gran quantità di dati grazie a un test online accessibile a tutti sul sito del progetto e all’analisi delle immagini di farfalle inviate al sito di citizen science i-Naturalist.

Questo “archivio” estetico condiviso aiuterà i ricercatori a individuare e suggerire strategie più efficaci per proteggere le specie a rischio. “Grazie ai risultati di Unveiling le liste di protezione nazionali e internazionali potranno essere riviste, tenendo conto dei bias in modo da risultare ancora più efficaci, i parchi nazionali e le associazioni ambientaliste potranno scegliere con maggior consapevolezza le loro specie-bandiera e, nel caso di farfalle a rischio ma in prima battuta non particolarmente attraenti, si potrà procedere ad azioni diversificate di rimodulazione e rieducazione della percezione estetica”.

L’assunto di fondo è che la percezione della bellezza non è mai data una volta per tutte bensì può essere educata e re-indirizzata, in altri termini può cambiare. In questo caso la potenza della bellezza diventa uno strumento per accendere i riflettori sulla protezione di un intero habitat.

Zerynthia cassandra, farfalla endemica dell'Isola d'Elba
Zerynthia cassandra, farfalla endemica dell’Isola d’Elba

 

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