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“Basta con i pesticidi”: a Greve in Chianti depositate centinaia di firme in Comune

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Si chiede un regolamento che limiti drasticamente l’uso di fitofarmaci e imponga le distanze minime. Con la prospettiva di un Comune libero dai pesticidi.

 

Greve-Senza-Pesticidi_1_MDGREVE IN CHIANTI (Fi) – Trattamenti fitosanitari sui vigneti a poca distanza da case e giardini; nebulizzatori impiegati in prossimità delle zone frequentate dalla popolazione a distanze inferiori ai 50 metri, con dispersione di prodotti chimici ben oltre il campo da irrorare; carenza o mancanza di informazione preventiva sui trattamenti. Per fermare tutto questo e imporre almeno il rispetto delle regole è stata lanciata a Greve in Chianti una petizione che ha raccolto in poco tempo centinaia di adesioni. Nel pubblicare l’intervento di Leonora Bisagno, tra i promotori della petizione, ricordiamo che il problema non riguarda solo Greve ma tutto il Chianti.

Sono oltre quattrocento i cittadini che in poco tempo hanno deciso di sottoscrivere una petizione per la difesa della salute e dell’ambiente sull’intero territorio del comune di Greve in Chianti. La raccolta di firme, lanciata da alcuni cittadini lo scorso settembre in occasione dell’Expo del Chianti Classico, è proseguita per alcune giornate in occasione di mercati comunali svolti anche nelle frazioni e ha raccolto interesse e sensibilità da parte di cittadini che amano il territorio chiantigiano.

In particolare i cittadini firmatari richiedono, al fine di tutelare la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente, di diffondere un’agricoltura rispettosa degli esseri viventi su tutto il territorio, di incentivare la biodiversità a scapito della pratica monocolturale in atto e l’emanazione di un regolamento comunale che indichi obblighi e limitazioni risolute e definitive all’uso di sostanze tossiche, prodotti sintetici e diserbanti chimici, dannosi per la salute e per l’ambiente.
L’auspicio è la candidatura di Greve in Chianti a Comune interamente libero da pesticidi, sull’esempio di sempre più numerosi Comuni italiani, ed esemplificare così un modello territoriale virtuoso a rilevanza internazionale.

Nel frattempo il testo della petizione chiede l’applicazione di norme precise che prescrivano delle distanze minime per tutti i tipi di trattamenti (100 m per quelli a base di sostanze fitosanitarie chimico-sintetiche e 30 m per quelli a base di rame e zolfo) dalle abitazioni, dai giardini, dai confini, oltre che dai corsi d’acqua e da tutti gli spazi pubblici e privati, e anche l’informazione preventiva di tutti i trattamenti e il registro in sede comunale di questi.
Si tratta di buone pratiche che ben si inseriscono nella visione di un territorio rispettoso della salute dei cittadini e che da sempre trova nella natura, nel paesaggio e nella conduzione di un’agricoltura sostenibile la sua principale risorsa a partire da valide esperienze legate al distretto biologico del vino.

Le firme sono state depositate in Palazzo comunale e l’idea, adesso, è quella di coinvolgere l’amministrazione comunale nell’apertura di un dialogo costruttivo con tutti i cittadini interessati al fine di promuovere tutti assieme un’azione concreta di tutela del nostro territorio e della salute della nostra comunità.

Leonora Bisagno