Agricoltura Rinnovabili

Coldiretti Toscana: “No al fotovoltaico a terra, sì ai pannelli sui tetti”

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La presidente Letizia Cesani: “Servono regole e paletti individuando le aree dove questi impianti possono essere realizzati”.

 

Redazione
28 febbraio 2024

Coldiretti Toscana si è schierata da tempo contro il fotovoltaico a terra per le imprese agricole e zootecniche ma a favore dell’agrivoltaico per contribuire al contenimento dei costi energetici, mettersi al riparo dal caro-bollette ma anche cogliere l’occasione per rimuovere e smaltire eventuali coperture di amianto, realizzare l’isolamento termico e rifare, per esempio, le coperture con sistemi di areazione.

L’agrivoltaico (da non confondere appunto con il fotovoltaico a terra) punta a combinare le colture con i pannelli fotovoltaici ma prevede che questi siano installati a un’altezza tale da consentire il passaggio delle macchine agricole, in modo da conciliare la produzione di energia e le coltivazioni. “E’ fondamentale non consumare terreno fertile – spiega Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana- ed è questa una condizione essenziale per non stravolgere il paesaggio sostituendo campi coltivati e prati con distese interminabili di moduli fotovoltaici a terra o di tecnologie industriali camuffate da parchi agrivoltaici“.

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Per l’associazione il ritardo sulla mancata individuazione delle aree idonee all’installazione e il caos decisionale che deriva dall’assenza di regole di governo del territorio hanno finito per partorire nei mesi passati una sorta di abusivismo energetico, con un forte consumo di suolo e significativi danni collaterali ecologici ed economici, a cui va posto rapidamente rimedio a tutela del suolo e delle attività agricole.

Coldiretti teme che migliaia di pannelli fotovoltaici e decine di pale eoliche siano installati al posto di campi coltivati e pascoli. Silicio, ferro e bulloni al posto di terreni fertili, grano, latte e turisti: “Sono oltre cento i progetti dei player energetici per realizzare nelle campagne della nostra regione un assalto senza precedenti in nome della transizione energetica e degli obiettivi europei di decarbonizzazione, a discapito però della capacità di produrre cibo, della tutela del paesaggio, della nostra storia, dell’ambiente e del turismo”.

Il caos legislativo e l’assenza di regolamenti e paletti avrebbero di fatto spalancato le porte alle speculazioni: “Per raggiungere l’indipendenza energetica diventiamo ancora più dipendenti dall’estero dal punto di vista degli approvvigionamenti alimentari. Si possono ottenere entrambi i risultati ma servono regole e paletti individuando le aree dove questi impianti possono essere realizzati”. 

Ad inghiottire l’agricoltura toscana, spiega l’associazione, sono molto spesso i profitti assicurati dalle compagnie energetiche per l’affitto dei terreni o per il loro acquisto che sfruttano la fragilità di un settore che non sempre riesce a garantire un adeguato livello di reddito e sostenibilità economica alle imprese. “Non siamo assolutamente contrari alle fonti rinnovabili – ribadisce Cesani –  ma serve una mappatura delle aree dove queste infrastrutture sono possibili e dove non possono invece essere costruite. Servono vincoli altrimenti rischiamo di allontanarci dall’obiettivo della sovranità alimentare“.

Secondo Coldiretti è la Maremma la zona che rischia di subire lo shock più pesante con 58 richieste di connessione alla rete nazionale di cui 41 per la produzione di energia solare (1,72 GW) e 17 per la produzione da energia eolica (1,16 GW) il cui impatto è distribuito su una quindicina di comuni tra cui Pitigliano, Manciano, Scansano e Capalbio. Segue la provincia di Livorno dove sono stati programmati 22 nuovi mega impianti, 18 per creare energia dal sole (0,73 GW) e 4 dal vento (0,21 GW). L’associazione paventa distese di pannelli e soprattutto torri con le pale anche nella provincia di Firenze con 12 progetti (11 parchi eolici ed 1 solare) e nelle campagne senesi con 10 campi solari. Poi la provincia di Pisa con 8 impianti di cui 6 eolici e 2 solari e infine Prato con 1 solo investimento per un campo fotovoltaico.

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