Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Cosa può fare ognuno di noi per contrastare il cambiamento climatico? Le risposte degli esperti

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Il primo consiglio è quello di votare per i politici che si impegnano chiaramente per il clima. Poi usare meno l’aereo e mangiare meno carne.

 

di Sandro Angiolini
12 maggio 2024

Fedele alla  mia linea, prendo spunto questa settimana da un articolo apparso su un noto (e affidabile) quotidiano inglese. L’articolo riporta il risultato di un sondaggio tra i maggiori esperti del settore, cioè gli scienziati che sono o sono stati membri del gruppo incaricato di redigere per le Nazioni Unite il rapporto sullo stato del cambiamento climatico (IPCC).
Alla domanda “Cosa possiamo fare come persone per contrastare il cambio climatico” hanno risposto circa 380 degli 840 esperti contattati, dando le seguenti risposte:

– la prima scelta consigliata è di sostenere (votando o con fondi) politici che si impegnano chiaramente in tale lotta (ben il 73% dei rispondenti);
– la seconda opzione più importante consiste nel ridurre il numero dei voli che uno fa. Può sembrare superfluo, dato che dopo il Covid è aumentata nettamente la frequenza di riunioni online, ma il volo aereo è una delle attività che consuma più energia e inquina di più.
– al terzo posto di questa insolita classifica troviamo il consiglio di mangiare meno carne (raccomandato dal 27% del campione che ha risposto): produrre carne (soprattutto bovina) richiede un’enorme quantità di acqua e inoltre dirotta verso i mangimi cereali e altre colture che potrebbero nutrire bene delle persone;
– subito sotto al precedente consiglio ne appare un altro altrettanto semplice da applicare: regolarsi meglio con il condizionamento (caldo e freddo) degli ambienti dove si vive e lavora. Basta variare la temperatura di 1 o 2 gradi e il risparmio di energia è assicurato;
– al quinto posto, sostenuto dal 19% dei rispondenti, c’è il consiglio di impegnarsi in campagne civili a favore del contrasto al cambiamento climatico: a loro volta queste influenzano i comportamenti di politici e di molte altre persone;
– all’ultimo posto della graduatoria compare una soluzione estrema: avere meno figli, o non averne affatto. È chiaro che così la nostra “impronta ecologica” diminuisce sensibilmente (così come quella affettiva).

Come vedete di opzioni sul tavolo ce ne sono molte. L’essenziale, a mio parere, è fare alcune scelte e rimanere coerenti con le stesse.

P.S. In settimana il governo italiano ha ristretto fortemente la possibilità di installare nei campi pannelli solari. Una scelta assai miope, che va contro gli interessi degli agricoltori alla ricerca di redditi alternativi e contro i dati statistici, che indicano in oltre 5 milioni di ettari quelli già abbandonati o in condizioni troppo difficili per produrvi colture.

Sandro Angiolini_piccolaOLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.

Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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