Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Ristrutturare casa: la telenovela su bonus e incentivi fa male all’economia e all’ambiente

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Per rimediare alla voragine nei conti aperta dal Superbonus si tagliano le detrazioni per interventi di recupero e riqualificazione che invece funzionavano.

 

di Sandro Angiolini
19 maggio 2024

 “Una buona economia per tempi difficili” è il titolo di un bel libro scritto da una coppia di economisti di origine indiana dai nomi impronunciabili, che sto attualmente finendo di leggere; in precedenza (e prima che loro ricevessero il premio Nobel per l’Economia nel 2019) avevo letto il loro “L’economia dei Poveri”, altrettanto interessante.
Le notizie arrivate questa settimana dal nostro ministero dell’Economia mi fanno pensare che, tutto sommato, la lettura del primo testo potrebbe rivelarsi assai utile anche a Roma, per diversi motivi. Vediamo perché.

Il ministero è intervenuto sulla disciplina che regola la fruizione dei crediti maturati da chi aveva svolto lavori di ristrutturazione con il Superbonus imponendo che, dall’anno in corso, questi siano godibili su un arco di 10 anni e non più di 4 come era stato finora. Per la maggior parte delle persone una buona notizia, perché non tutti hanno redditi talmente alti da poter detrarre in soli 4 anni spese spesso rilevanti. Per banche e imprese vale il ragionamento opposto: chi aveva impostato o iniziato i lavori da gennaio aveva fatto dei conti/bilanci che ora non gli torneranno.

Questa notizia è l’ultima tappa di una telenovela iniziata nel maggio del 2020 con il varo del cosiddetto Superbonus, il primo (e credo ultimo) incentivo dove, in teoria, si poteva ricevere più di quanto si spendeva nella realtà. In un Paese che già aveva il terzo debito pubblico più grande al mondo, una follia pura. Che, anche grazie al nostro Ministero, in soli tre anni e mezzo ha provocato una falla enorme nei conti pubblici; per fare pochi esempi, non si è pensato di limitarla alle prime case, a chi aveva redditi minori, ai condomini o agli edifici che avevano maggiore bisogno di efficientamento energetico.

Ora che la frittata è stata fatta a Roma si cercano disperatamente dei rimedi, come quello che ho citato sopra. Un altro rimedio, però, è alle porte, e sarà come cascare dalla padella nella brace. Mi riferisco alla notizia, apparsa sulle principali agenzie di stampa, secondo cui diminuirà, a partire dal 2025, la percentuale di detrazione dei lavori fatti per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici (le cosiddette ristrutturazioni “normali” – senza bonus particolari) dall’attuale 50 al 36, e tre anni dopo al 30%, sempre fruibili in 10 anni.

Fatemi capire: da un lato si critica l’Europa perché vuole gradualmente innalzare l’efficienza media delle nostre case (una prima tappa entro il 2030, e poi entro il 2040), e poi si abbassano fortemente gli incentivi utilizzabili, che tutto sommato funzionavano bene? Tutto questo in un Paese che registra circa 70-75 miliardi/anno di evasione fiscale.

La mia seria paura è che si otterranno due effetti negativi insieme: una forte riduzione delle entrate fiscali legate a questi lavori e un altrettanto forte ritardo nel raggiungimento degli obbiettivi di neutralità climatica.
Che pena…

Sandro Angiolini_piccolaOLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.

Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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