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Dalla Maremma al Mali: l’incredibile viaggio di Mina, la femmina di falco pescatore nata in Toscana

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Foto di Giuseppe Anselmi

Tra i nati di quest’anno era quello che meno si era allontanato dal proprio nido. E’ possibile seguire il suo viaggio grazie ai ricercatori del Progetto Falco Pescatore.

 

25 novembre 2023

tragitto falco pescatoreGROSSETO – Dall’Ombrone al fiume Niger in Mali, 3200 Km in linea d’aria: questo il tragitto che ha seguito Mina, la femmina di falco pescatore nata in uno dei nidi del Parco della Maremma nel 2023, segnalata qualche giorno fa vicino a Houndou Bongo, sul fiume Niger, dopo aver attraversato il deserto del Sahara.

Tra i vari nati di quest’anno Mina era l’esemplare che meno si era allontanata dal proprio nido, con un timido spostamento fatto a settembre per raggiungere il medio corso dell’Ombrone, poco lontano da Paganico. Un volo di prova, evidentemente, per prendere coraggio e cimentarsi nella grande traversata.

Mina è partita verso sud l’8 novembre e già il giorno successivo il suo GPS (un dispositivo che tutti i falchi del progetto portano su di sé) la segnalava in Tunisia, pronta per attraversare il deserto del Sahara. Dal deserto nessun segnale a causa dell’assenza di copertura della rete che lo trasmette ma 9 giorni dopo, il 19 novembre, ecco di nuovo apparire Mina sulle sponde del Fiume Niger.
Un viaggio che ha dell’incredibile ma che pure è all’ordine del giorno per questi rapaci dalla muscolatura d’acciaio ma dal peso di circa 1,5 Kg.

L’attento monitoraggio del lungo viaggio di Mina è stato possibile grazie al lavoro dei ricercatori coinvolti nel Progetto Falco Pescatore, che dal 2002 si è posto l’obiettivo di ricostituire una popolazione nidificante di questo rapace nel Parco della Maremma.
Nel 2011 la prima nidificazione nell’area protetta per poi estendere il progetto alla Diaccia Botrona, alla Riserva Statale e Oasi WWF Laguna di Orbetello e ad altri siti in Italia. Oggi le coppie nidificanti in Italia sono 6 di cui 5 in Maremma.

Il 2023 tra l’altro è sicuramente l’anno dei record per i falchi pescatori italiani. Il numero degli involi ha eguagliato quello del 2022 con 12 giovani involati ma non risulta nessun morto mentre lo scorso anno sui 12 giovani falchi involati si erano registrati tre decessi e uno probabile.

Si comprenderà meglio l’importanza di tutto questo se si considera che fino al 2011 il Falco pescatore in Italia era estinto. In Toscana l’ultima nidificazione documentata risaliva addirittura al 1929, isola di Montecristo. Solo grazie al Progetto Falco pescatore, iniziato da Giampiero Sammuri nel 2006 quando era presidente del Parco regionale della Maremma, ha nuovamente iniziato a nidificare.

Fonte: Parco della Maremma

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