Ecosistema

Fiumi distrutti in Toscana, la Lipu replica ai Consorzi di bonifica

Fiume Tora, Livorno (foto di Fabio Cagliata)
Fiume Tora, Livorno (foto di Fabio Cagliata)
“Trinciati a raso migliaia di chilometri di corsi d’acqua in tutta la regione, su entrambe le sponde e nel pieno della stagione di nidificazione dell’avifauna”.

 

a cura della LIPU

Di recente sono stati pubblicati su alcune testate web i commenti dell’Anbi Toscana (l’associazione che riunisce i sei Consorzi di bonifica) in risposta al Dossier della Lipu “Fiumi distrutti”, che denuncia il taglio selvaggio della vegetazione effettuato nei fiumi toscani nel periodo tra marzo e giugno di quest’anno.

L’Anbi afferma di aver operato “in modo che gli interventi siano meno impattanti possibile, scegliendo con cura quando e come agire per non interferire con i cicli riproduttivi e con le esigenze dell’ecosistema”. In realtà – risponde la Lipu – sono stati trinciati a raso migliaia di chilometri di corsi d’acqua in tutta la regione, su entrambe le sponde e nel pieno della stagione di nidificazione dell’avifauna (maggio-giugno).

Canale Imperiale, alveo del Bientina (foto di Marco Dinetti)
Canale Imperiale, alveo del Bientina (foto di Marco Dinetti)

Un esempio tra i molti viene dal canale Imperiale che scorre nel Sito di Importanza comunitaria del padule di Bientina, che è stato “pulito” (in realtà pulire è usato erroneamente, perché le piante non vanno considerate un rifiuto, almeno nel senso culturale) per tutti i 19 chilometri che separano Altopascio da San Giovanni alla Vena, nella prima metà di giugno di quest’anno.

Per inciso, molti degli uccelli che vivono lungo questi corsi d’acqua, quali la Cannaiola, il Cannareccione, l’Usignolo di fiume, la Gallinella d’acqua, l’Occhiocotto e molte altre specie, costruiscono nidi di pochi centimetri di diametro, perfettamente mimetizzati nel folto della vegetazione e dei canneti. Il ritrovamento anche di uno solo di questi nidi comporta, da parte di un ornitologo esperto, una lunga e complessa ispezione, correndo peraltro il rischio di danneggiarlo o disturbarlo. L’unica maniera quindi realmente percorribile per non distruggere i nidi è di non manomettere la vegetazione nel periodo critico (aprile-luglio).

Anche in merito alla dichiarazione dell’Anbi Toscana che afferma come “tanti corsi d’acqua, negli ultimi decenni, hanno recuperato un’antica bellezza, tornando fruibili ai cittadini, ma anche popolati da piante e animali che non si vedevano da tempo”, la Lipu invita l’Anbi a fornire pubblicamente gli esempi concreti su quali siano queste piante e animali che sono tornate a popolare i nostri fiumi come effetto dei lavori da loro effettuati.

Nel dossier “Fiumi distrutti” la Lipu, da parte sua, ha prodotto informazioni circostanziate, fornendo località e date dei censimenti, specie e numeri di individui contattati ex-ante ed ex-post rispetto agli sfalci. L’unico modo d’altronde per produrre dati attendibili secondo quanto insegna il metodo scientifico.
Infine, saremmo lieti di dialogare specificamente con Anbi Toscana e con qualunque soggetto sia interessato a queste importantissime e delicate tematiche. La Lipu non chiude la porta a nessuno che abbia a cuore le sorti del bellissimo ma sofferente e sempre più martoriato territorio italiano.

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