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Geotermia, il ministro Franceschini dice no alla centrale in Val di Paglia

Dario Franceschini e Irene Galletti, capogruppo M5S in Regione Toscana
Dario Franceschini e Irene Galletti, capogruppo M5S in Regione Toscana

Firmato il ricorso della Soprintendenza contro la Regione Toscana che aveva dato parere positivo alla realizzazione della centrale geotermoelettrica.

 

Redazione

ABBADIA SAN SALVATORE (Si) – Al progetto per la costruzione di una centrale geotermoelettrica a ciclo binario di 10 MW in località Val di Paglia (nel territorio comunale di Abbadia San Salvatore, ai confini con Acquapendente e la Val d’Orcia) si è da sempre opposto un nutrito gruppo di associazioni (Rete Nazionale Nogesi, Sos Geotermia, Forum Ambientalista Toscano, Ecosistema Val D’Orcia, Comitato Salvaguardia Ambiente Amiata). E’ di oggi la notizia che il ministro Dario Franceschini ha firmato il ricorso della Soprintendenza contro la realizzazione della centrale e contro la Regione Toscana che aveva dato parere positivo.

Così commenta Irene Galletti, presidente del gruppo Movimento 5 stelle in Regione Toscana: “La lezione che la politica di governo deve trarre da questo episodio è che il parere dei territori conta e che l’Amiata, terra bellissima e produttiva sotto molti aspetti, non è luogo di coltivazione geotermica”. Proprio ieri scadevano i termini entro i quali la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo – che ha dato parere negativo alla costruzione della centrale “Val di Paglia” – poteva presentare ricorso alla Presidenza del Consiglio dei ministri contro la Regione Toscana che invece ha dato parere positivo di compatibilità ambientale.

Durante il convegno Energia e Bellezza che si è svolto nei giorni scorsi a Pienza – aggiunge Galletti – c’è stato modo di chiarire un concetto che dovrebbe essere fondamentale per la politica: i territori devono essere sempre coinvolti nelle scelte che li riguardano e l’opinione dei cittadini deve avere un peso preponderante nel processo decisionale. Per la capogruppo M5S “questo risultato è giunto grazie alla collaborazione di un fronte crescente di cittadini costituito da comitati, enti locali, associazioni, imprenditori, coltivatori diretti e noi eravamo lì con loro, partecipando anche all’opera di sensibilizzazione del ministro tramite l’invio di un’ulteriore missiva, per dettagliare le ragioni dell’opposizione alla realizzazione dell’opera.

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