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Pescavano in area protetta, sequestrata la barca

Foto Legambiente Arcipelago
Foto Legambiente Arcipelago

Operazione condotta a Giannutri dai Carabinieri Forestali. Legambiente Arcipelago: ci vorrebbe un “Daspo” per i bracconieri del mare. Sequestro della barca essenziale per difendere biodiversità.

ISOLA DEL GIGLIO (GR) – D’ora in poi tolleranza zero per i furbetti del mare. E quei pescatori di frodo che il 10 ottobre sono stati “pizzicati” in flagrante dai Carabinieri Forestali in piena area protetta a Giannutri, difficilmente ci riproveranno. Perché in questo caso c’è una novità: oltre alle attrezzature e al pescato, è stata sequestrata anche la barca. “La pesca illegale – si legge in un comunicato del Parco Nazionale Arcipelago toscano – è da ritenersi dannosa per l’ambiente, e la pesca all’interno di un’area interdetta è un’attività intollerabile oltre che sleale nei confronti di tutti i pescatori corretti, che sono la quasi totalità”.

A questo proposito, a breve sarà firmata una convenzione tra il Parco e il Reparto operativo aereo navale della Guardia di Finanza per aumentare i controlli a mare e specializzarli proprio nei confronti dei bracconieri abituali. La Guardia di Finanza prenderà in carico anche l’intero sistema di videosorveglianza del Parco nazionale. È necessario tenere alta la guardia per proteggere dagli abusi un ecosistema delicato come quello dell’arcipelago. Da Giannutri arrivano moltissime segnalazioni e già da quest’estate la presenza sull’isola dei Carabinieri Forestali è stata quasi fissa.

Tra chi ha fatto negli ultimi anni più segnalazioni e dossier di denuncia su quel che avviene a terra e a mare  a Giannutri c’è sicuramente Legambiente Arcipelago Toscano, che non nasconde la sua soddisfazione: «Ci complimentiamo con Carabinieri Forestali e Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per aver beccato e sanzionato i bracconieri del mare che abbiamo più volte segnalato all’opera a Giannutri – dice Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana – È davvero un’importante novità, che speriamo venga confermata ed estesa agli altri bracconieri che infestano le aree a mare tutelate dal Parco anche nelle altre isole, che ci sia stato anche il sequestro dell’imbarcazione. Una misura necessaria – in uso in molti Stati – per impedire ai pirati del mare di continuare a commettere i loro crimini dopo le multe e  i sequestri delle attrezzature e del pescato, visto che possono recuperare il danno arrecato loro dalle forze dell’ordine con una sola pescata  a Giannutri o Pianosa. Per i pescatori di frodo, sia sportivi che “professionisti”, occorrerebbe una specie di “Daspo” che impedisse loro di andare a pesca. Il sequestro dell’imbarcazione è il primo passo verso la tutela reale della biodiversità marina del Parco Nazionale e del Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e per  difendere i pescatori onesti dalla concorrenza sleale dei pirati del mare»

 

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