Attualità

La depurazione idrica tra vecchi problemi e nuove opportunità

Convegno depurazione idrica

Convegno nazionale a Firenze promosso da Legambiente. Situazione attuale e prospettive di un settore fondamentale per la salute dei cittadini. Tra ritardi storici  e tecnologie all’avanguardia.

 FIRENZE – Un importante convegno nazionale sulla depurazione idrica, promosso da Legambiente, si è svolto il 20 ottobre in Palazzo Medici Riccardi a Firenze.
Dalle relazioni sono emerse inedite prospettive di sviluppo per il settore e spunti sulla messa a punto di nuove tecniche di depurazione (es. fitodepurazione) e nuove strategie di riciclo dei fanghi derivati.

Il quadro di riferimento per la protezione delle acque è la Direttiva europea 2000/60/CE, che ha tra i suoi obiettivi prioritari quello di ridurre al minimo l’inquinamento e l’emissione di inquinanti nell’ambiente. Per attuarlo, fondamentale è il trattamento degli scarichi attraverso sistemi adeguati di depurazione.

Purtroppo questo segmento del Servizio idrico integrato è anche il più critico, con molte regioni che sono in ritardo. I numeri riportati da Legambiente sono impietosi: 3 procedure di infrazione europea; 2 sentenze di condanna della Corte di giustizia; 62,69 milioni di euro di multa; 347.000 euro per ogni ulteriore giorno di ritardo; 104 agglomerati urbani oggetto di due condanne della Corte di giustizia, nel 2012 e 2014; 150 interventi previsti dal ministero dell’Ambiente, che costeranno 1,8 miliardi di euro; 14 le regioni interessate; 25% della popolazione che non è coperto da depurazione.

Sempre secondo i dati raccolti da Legambiente, il 52% dei campioni analizzati da “Goletta Verde” nel 2016 è risultato con cariche batteriche elevate, specialmente in prossimità di foci, fossi e canali.
In Toscana la situazione è senza dubbio meno critica anche se, come riporta ARPAT nell’Annuario dei dati ambientali 2016 riferendosi ai depuratori: “su un totale di 200 impianti controllati, in 39 sono state riscontrate varie tipologie di irregolarità”.

“Come sistema Paese siamo in colpevole ritardo – ha dichiarato Giorgio Zampetti, Responsabile scientifico nazionale di Legambiente – Questo gap, suggellato da procedure d’infrazione UE e ben due sentenze della Corte di Giustizia europea , potrebbe essere trasformato in opportunità per riqualificare o costruire ex novo impianti, facendoli diventare luoghi di produzione. Ricerca e sviluppo di sistemi innovativi di depurazione, maggiore diffusione della fitodepurazione, riutilizzo di acque reflue con reinserimento in una catena di valore, possono essere infatti tutti elementi strategici per una nuova economia circolare”.

 Fonte: Legambiente Toscana 

 

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