Ecosistema

I lupi di San Rossore stanno riportando l’ecosistema del parco all’equilibrio naturale

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Immagine da fototrappola (credits Parco San Rossore)

Monitorati da un team scientifico non escono mai dalla tenuta e si cibano solo di ungulati. Il presidente Bani: “Presto l’uomo non dovrà più intervenire”.

 

di Gabriella Congedo
5 febbraio 2024

PISA – In principio erano due, un maschio e una femmina; a San Rossore si sono trovati bene e hanno deciso di mettere su casa. Adesso sono una decina e la loro presenza stabile in un’area protetta è un’occasione d’oro per saperne di più sulle loro abitudini. Quelli che vivono nel parco sono monitorati costantemente da un team scientifico composto da Marco Del Frate insieme a Paolo Bongi sotto la supervisione del professor Marco Apollonio, docente di Zoologia all’Università di Sassari e consulente del Parco.

Negli ultimi giorni sono stati dotati di radiocollari satellitari la giovane femmina Mea’ e il maschio ‘Mariano’ (su altri due esemplari dispositivi simili sono stati attivati lo scorso aprile). Questi strumenti, insieme alle 37 fotovideotrappole disseminate nel Parco, permettono di studiare meglio il comportamento degli animali e adottare una serie di accorgimenti per facilitare la convivenza con le attività umane. Il Gps, per esempio, può essere predisposto per avvertire qualora i lupi si dovessero avvicinare alle zone abitate. Allo stesso tempo queste tecnologie registrano spostamenti e abitudini senza disturbare gli animali.

I dati raccolti hanno già fornito molte informazioni utili. Ma la presenza stabile del lupo nel parco si è rivelata importante anche per l’equilibrio dell’ecosistema, in specie per il contenimento degli ungulati. “Gli studi di San Rossore confermano che il lupo svolge un importante ruolo ecologico nel Parco: sta riportando all’equilibrio naturale l’ecosistema, sbilanciato negli ultimi anni dalla sovrappopolazione di daini che, riducendo la rinnovazione del bosco e le piante erbacee, avevano messo in pericolo la flora del Parco. – spiega il presidente dell’Ente Lorenzo Bani – A questo punto saremo presto in grado di ridurre fortemente fino a evitare del tutto l’intervento umano per il riequilibrio».

Il monitoraggio mostra che i lupi di San Rossore non escono dalla tenuta e dalla zona limitrofa al Serchio, si cibano esclusivamente di ungulati, non hanno mai fatto registrare attacchi ad animali domestici e non danno confidenza ai visitatori del Parco.

Dei lupi non c’è da aver paura, conferma l’Ente Parco, tuttavia un po’ di prudenza non guasta ed è bene conoscere i comportamenti corretti: non lasciare cibo in giro, non dar da mangiare ai lupi e in generale agli animali selvatici, rimanere a distanza sempre e in particolare se gli animali stanno mangiando, tenere i cani al guinzaglio, rimanere sui sentieri segnalati e autorizzati (oltre 2000 ettari di territorio corrispondenti a 6 volte l’ampiezza di Central Park a New York).

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