Giardini planetari - di Dario Boldrini

I semi del futuro

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L’evoluzione oggi è nella crescente relazione fra tutti noi e il mondo vegetale. E allora facciamo la nostra parte.

 

di Dario Boldrini

Nell’anno in cui sono nato, dall’altra parte del mondo una donna lavorava come ricercatrice nello studio e nella difesa dell’ambiente e della biodiversità: era Vandana Shiva. Da allora si è continuato incessantemente a credere solo nei bisogni dell’uomo senza accorgersi che, in fondo, una società sana ha soltanto bisogno di rispondere ai bisogni della natura connessa alla nostra vita sul pianeta. Oggi Vandana, oltre che aver scritto decine di libri illuminanti, incarna i valori etici di rispetto del paesaggio, della natura, della biodiversità, e lo fa con una laurea in Fisica quantistica e una vita dedicata alla lotta attiva per il bene comune.

Dal suo luminoso esempio riceviamo speranze concrete per un futuro migliore oltre che continui suggerimenti per la difesa dei diritti di coloro che amano e coltivano la terra. E proprio da loro, dagli agricoltori, dai contadini di questa nuova era di transizione, possiamo ripartire per rigenerare il pianeta. C’è così tanto bisogno di contadini, dalle scarpe grosse e i cervelli fini! A loro va riconosciuto il diritto di conservare, utilizzare, seminare, scambiare, condividere e vendere i prodotti della terra, compresi i semi che producono. E a loro va il massimo rispetto perché permettono il nutrimento, l’applicazione di pratiche in sinergia con la natura, l’incremento di benessere in termini di economie sostenibili, attività di promozione locale, memoria della tradizione identitaria di un paesaggio, un luogo, una comunità.

Nell’era dei social e dell’informazione rapida e diffusa oggi assistiamo a un crescente incremento delle notizie sulla drammatica situazione ambientale che abbiamo creato fatta di fiumi e mari di plastica, suoli inquinati o impoveriti, clima fuori controllo. Eppure ancora continuiamo a trovare al supermercato spicchi di arance puliti e perfetti in vaschette di plastica, poche varietà di frutti tutti uguali, ortaggi selezionati, controllati, lavati e impoveriti al punto da esser costituiti solo di acqua e fibre.

Ma oggi, in agricoltura, delle 8.500 varietà di specie vegetali commestibili continuiamo a coltivarne circa 8 che vengono vendute sui mercati mondiali e, ad esempio, delle oltre 5.000 varietà di mele che solo un secolo fa potevamo trovare in natura ne sono rimaste in Italia poco più di 150 e purtroppo soltanto le stesse 5 varietà troviamo nei reparti ortofrutta dei supermercati da nord a sud.

Quanto tempo dovrà ancora passare prima di permetterci la semina di un albero da frutta dal quale nostro figlio potrà cogliere chili e chili di frutti? Pensiamo davvero che basti un’etichetta con una parolina magica come “biologico”, “da agricoltura integrata”, “da coltivazioni sostenibili“ a garantirci il rispetto dell’ambiente naturale da cui provengono tutti i prodotti che consumiamo?
Non c’è più tempo e il primo anello della catena è il seme. Soltanto i semi possono garantire cibo e sopravvivenza agli esseri viventi in eterno. Permettiamo almeno la loro libertà di circolare e in particolare concediamoci il semplice gesto di metterli a terra.

Siate all’altezza dei genitori o dei nonni che siete diventando custodi del futuro delle generazioni future invece che consumatori di quel futuro, seminate alberi da frutto, arbusti da bacca, fiori commestibili e campi di grano antico. Se abitate in condominio, in un palazzo o comunque non avete terra, cercatela il più vicino possibile e piantatela, date una dimora alla pianta che crescerà sotto gli occhi curiosi di un bambino che la osserverà, con le sue mani giocose che coglieranno i fiori, il puro e genuino istinto ad annusarla. L’evoluzione, oggi, è nella crescente relazione fra tutti noi e il mondo vegetale. Facciamo la nostra parte.

 

Dario Boldrini è nato e vive a Montespertoli (Fi). Dopo 12 anni di lavoro in uno studio di Architettura del Paesaggio di Firenze (ha progettato alcuni dei primi orti urbani) ha scelto di vivere nel podere di famiglia San Ripoli dove ha fondato l’associazione Seminaria. Un progetto che spazia dalla creazione di orti e giardini ai laboratori di orticoltura per bambini e adulti, dalle spirali di erbe aromatiche ai seminari di orti creativi.
Appassionato divulgatore, ha realizzato centinaia di servizi per il programma GEO di RAI 3 in giro per l’Italia. Il suo progetto della Terza Piazza a Firenze (Coop di piazza Leopodo) è diventato un modello di aggregazione sociale.
“Giardiniere planetario” è una qualifica ereditata da Gilles Clèment, agronomo e paesaggista francese.
www.darioboldrini.net

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