Giardini planetari - di Dario Boldrini

Un seme di amore per l’Ambiente

seme di albero

L’Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità: lasciamoci contagiare dai buoni esempi e, magari, piantiamo un seme.

 

di Dario Boldrini

Ognuno di noi può fare la differenza per realizzare l’opera d’arte naturale più importante che esista. Un immenso mantello verde, rigoglioso, fertile. Il “mosaico” si sta compiendo, anche se c’è chi mette nuovi tasselli vegetali giorno dopo giorno e chi invece li toglie drasticamente. Il Giardino Planetario è il mosaico naturale in continua evoluzione che ha bisogno di ognuno di noi per continuare a permetterci la vita.

Sui temi ambientali, siamo immersi in un’informazione intrisa di visioni catastrofiche e progetti di distopia di massa mentre poche sono le parole semplici che ci riconducono all’essenzialità della vita, ai beni primari, al valore e alla bellezza della Natura. Certo, che si superino i 20°C in Antartide a febbraio è un record storico in negativo dal punto di vista ambientale, ma perché non informiamo anche che l’Italia è uno dei paesi europei più ricchi di biodiversità sia vegetale che animale, con un popolamento ricchissimo di forme endemiche, soprattutto per le piante da semi!

Certo, rispetto alla sostenibilità delle risorse energetiche e alla riduzione dei rifiuti dobbiamo farne di strada ma lasciamoci almeno ispirare e “contagiare” dai buoni esempi dati dall’eterogeneità ambientale, dai prodotti della natura prevalentemente collinare e montuosa del territorio, dal proliferare di nicchie ecologiche, vicine nello spazio ma molto diversificate.

Ognuno di noi può constatare le potenzialità del nostro territorio invece delle criticità, che spesso sono date dalle azioni dell’uomo sui sistemi naturali e mai viceversa. La Toscana è al secondo posto in Italia per la variabilità ambientale e quantità di specie botaniche presenti, mantiene il podio fra le regioni con maggiori siti Unesco (l’Italia fra l’altro, insieme alla Cina, è il paese che detiene il record del maggior numero di Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel mondo con 55 beni nella lista nel 2019), e non stiamo parlando soltanto di centri storici o monumenti ma anche di foreste e giardini.

Ci troviamo, di fatto, immersi in un patrimonio ambientale, sia naturale che culturale, di rara bellezza, eppure siamo capaci di agire molto spesso “contro” questo valore e non dalla sua parte. Neppure un ambiente naturale ricreato artificialmente che raccoglie record botanici e/o floreali come un Orto botanico basta a farci cambiare direzione abbandonando la strada del consumo dei beni naturali e prendendo la via del rispetto e della protezione. E allora quotidianamente tornano i titoli in prima pagina, ciò che ci meritiamo per la nostra noncuranza, i numeri della terapia d’urto: l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha rilevato che l’aria inquinata uccide ogni anno 80 mila persone solo in Italia.

Perché non proviamo almeno a compiere un semplice gesto di amore, di sana educazione all’affettività verso il nostro ambiente, magari ripetendo le parole del Piccolo Principe: “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Chissà che non riusciamo finalmente ad amare tutto ciò che ci circonda e ci è offerto dalla natura, con cui ognuno di noi entra in contatto ogni giorno, che influenza il nostro ciclo vitale: l’ambiente.

Non saremo mai all’altezza della perfezione dei sistemi eco-logici di Madre Natura. Sfidare o ricercare un “controllo” su tali evoluzioni è pericoloso e inutile. Piuttosto occupiamoci di limitare i danni della nostra presenza sul pianeta e cooperiamo per imitare questi sistemi, evolverci insieme a loro, contribuire al mantenimento degli equilibri che ci permettono di respirare. Se anche in pieno inverno rileviamo una temperatura primaverile di 20°C, cosa aspettiamo a mettere un seme a terra o in un vaso, visto che proprio in questo mese e con queste temperature è favorita la sua germinazione?

 

Dario Boldrini è nato e vive a Montespertoli (Fi). Dopo 12 anni di lavoro in uno studio di Architettura del Paesaggio di Firenze (ha progettato alcuni dei primi orti urbani) ha scelto di vivere nel podere di famiglia San Ripoli dove ha fondato l’associazione Seminaria. Un progetto che spazia dalla creazione di orti e giardini ai laboratori di orticoltura per bambini e adulti, dalle spirali di erbe aromatiche ai seminari di orti creativi.
Appassionato divulgatore, ha realizzato centinaia di servizi per il programma GEO di RAI 3 in giro per l’Italia. Il suo progetto della Terza Piazza a Firenze (Coop di piazza Leopoldo) è diventato un modello di aggregazione sociale.
“Giardiniere planetario” è una qualifica ereditata da Gilles Clèment, agronomo e paesaggista francese.
www.darioboldrini.net