Giardini planetari - di Dario Boldrini

Ho bisogno di un bosco

Apertura

In un luogo come l’antichissima foresta di Sasso Fratino più si resta in ascolto degli alberi e del bosco e più la distanza fra terra e cielo sembra assottigliarsi.

 

di Dario Boldrini

C’era una volta una foresta… potremmo intitolare così una fiaba per ogni regione d’Italia, visto che ad oggi nel territorio del nostro paese non è più possibile trovare una foresta di alberi secolari o comunque una foresta vergine. I cosiddetti boschi o foreste primigeni sono stati devastati dall’uomo nel corso della storia un po’ per la fabbrica del legno, un po’ per le guerre, un po’ per coltivare o costruire, ma soprattutto per ignoranza. Con alle spalle secoli di deforestazioni costanti e continue, anche in Italia, continuiamo a ignorare il valore, non dico di un bosco o di una foresta, ma anche solo di un singolo albero.

Eppure quel mantello verde che ricopriva il Pianeta, quel Giardino Planetario in cui ognuno di noi vorrebbe vivere non è poi così lontano dalla realtà se facciamo la nostra parte. Avete piantato un albero per vostro figlio? Lo avete mai regalato? Sapete che un semplice pino adulto può produrre ogni anno oltre 10.000 semi per riprodursi? E che esistono patriarchi arborei in Italia di oltre 3000 anni di età?

Nella nostra Toscana siamo abbastanza fortunati in quanto oltre il 50% della superficie è boscata ma circa l’80% è di proprietà privata e molto spesso i piani di taglio diventano più importanti di quelli di gestione. Così, ci troviamo ad avere boschi sfruttati per alimentare il business delle biomasse oppure l’aumento del rischio idrogeologico o lo squilibrio del microclima proprio per la carenza di chiome, volume vegetale in grado di proteggere il suolo e il clima.

Alcuni giorni fa mi sono immerso nel Parco delle Foreste Casentinesi per alcuni chilometri, attraversando una faggeta ben tenuta fino al margine della riserva integrale di Sasso Fratino: una meravigliosa foresta quasi vergine con alberi che possono superare i quattro e, addirittura, i cinque secoli di età. Sasso Fratino è la prima Riserva Integrale istituita in Italia. Estesa su un’area di quasi 800 ettari dalla spiccata naturalità, l’antichissima foresta comprende enormi faggete tra le più antiche del territorio regionale e di tutta Europa. Per generazioni di studiosi Sasso Fratino ha costituito un laboratorio naturale dove apprendere il funzionamento degli ecosistemi e quindi sviluppare strategie per la conservazione della biodiversità. Dal 2017 è stata decretata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Concedersi momenti di osservazione profonda all’interno di un luogo così affascinante dal punto di vista naturalistico è una cura per il corpo e lo spirito. Con estrema chiarezza si percepisce il messaggio della Natura come indispensabile per la nostra vita e non viceversa. La poesia dei cuscini di ginestre dei carbonai, le trine di felci intagliate nel sottobosco, il tappeto soffice di foglie a coprire la terra nera e profumata. E ancora l’oro dei faggi e il rosso degli aceri che colorano l’azzurro del cielo, gli abeti che si innalzano fin quasi a toccarlo quel cielo. Più si resta in ascolto degli alberi e del bosco e più la distanza fra terra e cielo sembra assottigliarsi, sostenuti e ispirati da esseri viventi grazie ai quali respiriamo.

Certo è importante la corretta gestione del verde urbano, piantare alberi in città rigenerando l’ambiente, monitorare lo stato di salute e la stabilità degli alberi in prossimità di aree pubbliche densamente popolate, ma per poter agire dalla parte della Natura abbiamo bisogno di stare nei boschi in silenzio ad ascoltare, comprendere che il primo passo di rigenerazione va fatto dentro di noi. Fermarsi un attimo permettendosi di dire: ho bisogno di un bosco.

 

Dario Boldrini è nato e vive a Montespertoli (Fi). Dopo 12 anni di lavoro in uno studio di Architettura del Paesaggio di Firenze (ha progettato alcuni dei primi orti urbani) ha scelto di vivere nel podere di famiglia San Ripoli dove ha fondato l’associazione Seminaria. Un progetto che spazia dalla creazione di orti e giardini ai laboratori di orticoltura per bambini e adulti, dalle spirali di erbe aromatiche ai seminari di orti creativi.
Appassionato divulgatore, ha realizzato centinaia di servizi per il programma GEO di RAI 3 in giro per l’Italia. Il suo progetto della Terza Piazza a Firenze (Coop di piazza Leopodo) è diventato un modello di aggregazione sociale.
“Giardiniere planetario” è una qualifica ereditata da Gilles Clèment, agronomo e paesaggista francese.
www.darioboldrini.net

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