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Il circuito del Mugello è certificato sostenibile, dubbiosi gli ambientalisti

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Foto da mugellocircuit.com
L’Autodromo è  l’unico al mondo certificato secondo il sistema di gestione sostenibile degli eventi ISO 20121. Qualche perplessità dal mondo ambientalista.

 

di Marcello Bartoli

SCARPERIA E SAN PIERO ( FI) – La ISO 20121 è una norma internazionale che definisce i requisiti di un sistema di gestione sostenibile degli eventi. La sua prima applicazione è avvenuta alle Olimpiadi di Londra 2012. Per ottenere la certificazione le attività, i prodotti e i servizi collegati all’evento devono comprendere: l’analisi degli aspetti ambientali (uso delle risorse, scelta materiali, riduzione emissioni in aria/acqua/suolo, rispetto della natura e della biodiversità); sociali (salute e sicurezza, diritti civili, comunità locali, libertà, diritti sul lavoro, equità, rispetto di qualsiasi cultura e religione); economici (economia locale, impatto economico diretto e indiretto, rischi, commercio solidale e condivisione dei profitti, capacità di mercato, ritorno degli investimenti).

E’ con il rispetto di questi presupposti che l’Autodromo del Mugello è diventato l’unico circuito al mondo certificato secondo il sistema di gestione sostenibile degli eventi ISO 20121. Per gli organizzatori “l’obiettivo di questo traguardo è anche quello di coinvolgere e influenzare tutti gli stakeholder coinvolti (organizzatori, Federazioni, clienti, dipendenti, fornitori, piloti, team, ospiti, media e comunità) ad assumere corretti comportamenti durante gli eventi organizzati presso le strutture del circuito”.

Nel frattempo gli ambientalisti si augurano di poter assistere, in un futuro non troppo lontano, a delle gare con mezzi a motore più sostenibili e che non sfruttino necessariamente i combustibili fossili. Alcuni auspicano addirittura di non vedere più gare motoristiche che favoriscono l’emulazione di modelli di comportamento superati, con la produzione e la diffusione di moto e auto inquinanti. Altri ancora vorrebbero che l’attenzione di istituzioni ed enti preposti si concentrasse su progetti “più circolari”, come la costruzione di strade con materiali riciclati da pneumatici usati, da plastica o materiali ecologici.

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