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Italia-Cina, ai Georgofili in mostra le radici dell’ambiente naturale

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Da mercoledì 30 ottobre fino al 15 novembre la mostra “Intreccio di radici” con sculture, pitture, grafiche e installazioni di otto artisti cinesi e italiani.

 

FIRENZE – Organizzata in collaborazione con l’Associazione di Arte e Cultura Contemporanea Cina e Italia, la mostra ha per tema l’ambiente naturale e vi sono esposte sculture, pitture, grafiche e installazioni di otto artisti cinesi e italiani: Shen Hongbiao, Berlinghiero Buonarroti, Tan Xun, Antonio Di Tommaso, Qiu Yi, Luca Matti, Zhang Zhaohong, Vincenzo Missanelli. Ogni artista ha affrontato un aspetto particolare della natura attraverso una personale visione determinata dalla sua cultura di origine, realizzando opere che si distinguono per linguaggio e uso di materiali diversi, da quelli tradizionali a quelli propri del mondo contemporaneo.

Gli intenti della mostra, ideata e preparata da Qiu Yi, sono riassunti nel titolo Intreccio di radici che vuole essere, in primo luogo, un omaggio all’Accademia dei Georgofili e alla sua secolare attività in favore del progresso e del perfezionamento delle scienze agrarie fino all’impegno attuale verso l’ambiente naturale e i problemi che sorgono dall’interazione con l’opera dell’uomo. Infatti nel termine “radici” è sottintesa la presenza della terra, non solo come base dell’agricoltura ma anche come Terra Madre, e quindi riferita all’intero pianeta.

Al primo, evidente, livello di lettura bisogna aggiungerne però un altro metaforico perché, estendendo il significato, il terreno diventa quello della cultura nel quale affondano le radici degli artisti che da esso, in analogia con le piante, traggono il loro nutrimento spirituale. Alle radici e al terreno è collegato il secondo termine del titolo della mostra, ovvero l’“intreccio” che, nel nostro caso, rappresenta l’incrocio delle culture: un primo atto dal quale derivano il confronto e lo scambio, occasioni uniche per consolidare i legami tra gli artisti stessi, al di là delle nazioni a cui appartengono.

Oggi la globalizzazione è il terreno comune dove si misurano gli artisti contemporanei e in cui crescono e si sviluppano le radici culturali dei singoli individui, la cui forza è in relazione diretta con la conservazione delle specifiche identità artistiche dei Paesi di provenienza. La mostra resterà aperta fino a venerdì 15 novembre con ingresso libero. Orario 15-18.

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