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Italia NostraToscana: “Pericolo PFAS derivante dall’usura delle pale eoliche”

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Presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto: “Soggette a erosione possono rilasciare sostanze tossiche inquinanti”.

 

8 aprile 2026

GROSSETO – Italia Nostra Toscana comunica che l’avvocato Vittorio Peronaci ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Grosseto per l’avvio di indagini conoscitive sulle possibili contaminazioni del suolo derivanti dagli impianti eolici già in esercizio in Maremma e da quelli in fase di autorizzazione. Numerosi studi  evidenzierebbero come le pale eoliche, soggette a erosione continua per effetto di pioggia, vento, polveri e agenti atmosferici, possano rilasciare nell’ambiente anche composti contenenti PFAS.

La transizione energetica non può trasformarsi in una nuova forma di inquinamento. È questo il senso dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Grosseto dall’avvocato Vittorio Peronaci, socio di Italia Nostra, con il sostegno di Italia Nostra Toscana e del suo presidente Francesco Pratesi, che chiede l’avvio di indagini conoscitive sulle possibili contaminazioni del suolo derivanti dagli impianti eolici già in esercizio e da quelli in fase di autorizzazione.

Al centro della questione vi è un tema finora largamente ignorato: il rilascio nell’ambiente di sostanze chimiche pericolose – tra cui i PFAS, noti come forever chemicals – derivanti dall’usura e dall’erosione delle pale degli aerogeneratori. L’impatto delle pale eoliche sulla salute e sull’ambiente non riguarda infatti solo l’inquinamento acustico, ampiamente dimostrato e provocato anche dagli “infrasuoni” e dal shadow flickering, ovvero dalle ombre intermittenti, ma riguarda anche la contaminazione dei suoli.

Numerosi studi citati nell’elaborato allegato all’esposto evidenziano come le pale eoliche, soggette a erosione continua per effetto di pioggia, vento, polveri e agenti atmosferici, possano rilasciare nell’ambiente micro-particelle e sostanze tossiche, tra cui resine epossidiche e composti contenenti PFAS. Secondo ricerche internazionali una singola turbina può arrivare a disperdere decine di chilogrammi di particelle all’anno, con effetti ancora largamente sottovalutati sugli ecosistemi e sulla salute umana.

Si tratta di sostanze estremamente persistenti, che non si degradano facilmente e tendono ad accumularsi negli organismi viventi e lungo la catena alimentare, con possibili effetti tossici e cancerogeni. In Germania uno studio condotto sui fegati dei cinghiali prelevati nei dintorni degli aerogeneratori ha rilevato la presenza di sostanze tossiche (Bisfenolo A e PFAS) potenzialmente letali.

In Maremma il problema è oggi soprattutto prospettico. Attualmente l’unico impianto eolico esistente è quello di Poggi Alti (Scansano), installato nel 2007. Proprio su questo sito l’esposto chiede di effettuare analisi del suolo per verificare eventuali contaminazioni già in atto. Un controllo tanto più necessario se si considera che l’impianto in questione, le cui pale sono spesso ferme, ha sacrificato il paesaggio di un’area di straordinario valore – tra il Castello di Montepò e le colline circostanti – ed è stato compromesso.

Il vero punto è ciò che potrebbe accadere nei prossimi anni. Solo in Maremma sono attualmente in fase autorizzativa progetti per circa 130 aerogeneratori alti fino a 200 metri, all’esame delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente. Sono impianti di dimensioni triplicate rispetto a quelli esistenti, con un potenziale impatto ambientale enormemente superiore, anche in termini di: dispersione di sostanze chimiche nel suolo e nelle acque; contaminazione delle colture agricole; bioaccumulo lungo la catena alimentare.

La Progetti di pale eoliche on-shore e off-shore presentate nella sola Maremma e Tuscia (immagine da Italia Nostra)

Se in Maremma siamo ancora in tempo per prevenire, in altre aree del Paese il problema potrebbe essere già una realtà. Nella Tuscia, nel Mezzogiorno, in Sicilia e Sardegna – territori già fortemente interessati dalla presenza di impianti eolici – si pone con urgenza il tema della possibile contaminazione dei suoli agricoli e degli ecosistemi.

Italia Nostra, tramite l’avvocato Peronaci, chiede che: vengano immediatamente effettuate analisi indipendenti sui terreni circostanti gli impianti esistenti; le procedure di VIA includano obbligatoriamente la valutazione del rischio chimico da rilascio di micro-particelle e PFAS; venga applicato rigorosamente il principio europeo del Do No Significant Harm, che vieta attività che arrecano danni significativi all’ambiente; si sospenda l’autorizzazione di nuovi impianti fino alla piena conoscenza degli impatti reali.

Non si può accettare che, in nome di una transizione energetica ideologica e accelerata si introducano nuovi e gravi rischi ambientali. Dopo aver devastato il paesaggio potremmo scoprire – troppo tardi – di aver compromesso anche i nostri suoli, la nostra agricoltura e la nostra salute. La vera sostenibilità non si proclama: si dimostra.
Esposto / Normative di riferimento

Vittorio Peronaci, Francesco Pratesi, Italia Nostra Toscana

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1 Commento

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  • Benissimo, e allora rimaniamo schiavi delle fonti fossili, del gas russo, algerino, americano del petrolio da fracking, dal carbone.
    Tutte fonti di di energia che evidentemente secondo voi inquinano meno delle pale eoliche, ci rendono indipendenti energeticamente, non sono responsabili di guerre e crisi geopolitiche, disastri ecologici nelle zone di estrazione, emissioni di CO2, e in più hanno il merito di costringerci ad avere simpatici rapporti di sudditanza con le peggiori dittatura ed autocrazie del mondo. Complimenti, anche per la “transizione energetica ideologica” frase degna di Nicolò Porro, xosi6 come definire l’attuale transizione energetica “accelerata”, non so se ridere o piangere!