Ecosistema

La Toscana paradiso degli uccelli acquatici: ne sono stati censiti oltre 100 mila

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Ornitologi durante il censimento (foto Luca Puglisi, Centro Ornitologico Toscano)

Anche quest’anno gli operatori del Centro Ornitologico Toscano hanno percorso in lungo e in largo laghi, paludi e aree umide per censire l’avifauna selvatica.

 

di Iacopo Ricci

Anatre, oche, gru, aironi, trampolieri: sono decine di migliaia gli uccelli acquatici che ogni anno, giungendo dalle regioni più settentrionali d’Europa, si radunano per trascorrere l’inverno in Toscana. E anche quest’anno gli ornitologi del Centro Ornitologico Toscano (COT) hanno percorso in lungo e in largo laghi, paludi e aree umide di tutta la regione per contarli.

Questi censimenti si svolgono in tutta Europa e impegnano migliaia di volontari. In Italia l’attività è coordinata da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e svolta a livello regionale dal COT, associazione che dal 1984 si occupa di ricerca sugli uccelli in Toscana.
Il lavoro è terminato e adesso che manca poco alla Giornata mondiale delle Zone umide (2 febbraio) il Centro Ornitologico Toscano comunica i risultati.

I risultati del censimento

In totale sono stati censiti circa 100.000 uccelli acquatici. I più numerosi sono le anatre (oltre 46.000) e tra di loro l’alzavola (27.500 esemplari), che predilige Fucecchio, Bientina e Montepulciano. Notevole anche il numero di oche selvatiche: 3.462 individui concentrati principalmente nel grossetano. Anche l’appariscente fenicottero compare tra le specie più numerose con un totale di 5.971 esemplari, distribuiti soprattutto nelle lagune costiere della Maremma.

Preoccupa invece la recente diffusione anche in Toscana dell’Ibis sacro, una specie esotica invasiva: gli ornitologi ne hanno censiti 1900. Al contrario, del tutto spontanea e naturale è stata la colonizzazione da parte del Marangone minore, un piccolo cormorano proveniente dall’Europa orientale che da qualche anno si sta insediando in Toscana: sono 92 individui distribuiti tra la Val di Chiana e la Piana Fiorentina. Anche la Gru ha visto negli ultimi anni un costante incremento con oltre 1.000 esemplari tra la Maremma (oltre il 90%) e San Rossore.

Se guardiamo ai numeri totali la parte del leone la fanno le aree umide della Maremma (Padule di Bolgheri, Diaccia Botrona, Parco della Maremma, Lagune di Orbetello e Lago di Burano) con 44.923 uccelli presenti, ma ormai da una decina di anni stanno assumendo un’importanza crescente le zone umide di Fucecchio e Bientina.
E infatti il sito con il più alto numero di uccelli acquatici, ben 13.727, è proprio il Padule di Bientina, tra le province di Lucca e Pisa (leggi qui l’articolo). Seguono in classifica la Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia (13.518), il Padule di Fucecchio (12.932), la Laguna di Orbetello (11.675) e il Lago di Burano (8.158). Numeri importanti al punto che questi comprensori sono ormai considerati di importanza internazionale e nazionale per la conservazione di molte specie.

Questi censimenti, spiegano gli ornitologi del COT, nel corso degli anni hanno permesso di raccogliere una grande mole di dati e informazioni che, sommati a quelli raccolti nello stesso periodo da migliaia di volontari in tutta Europa, sono uno strumento importante per la conservazione e la gestione delle singole specie e, più in generale, degli habitat che le ospitano.

Volo di alzavole - Oasi WWF Orti Bottagone (foto S. Benucci)
Volo di alzavole – Oasi WWF Orti Bottagone (foto S. Benucci)

 

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