LE AZIENDE INFORMANO

Le Sorgenti, i frutti e i sapori del bosco da un territorio incontaminato

Le Sorgenti_marroni

Un piccolo podere nell’Appennino tosco romagnolo, una scelta di vita: qui Cristina e Pierangelo producono confetture e succhi biologici.

 

SAN GODENZO (Fi) – Piccolo è bello: Schumacher lo evidenziò bene nel suo libro. Un testo che elogia il valore delle piccole cose, delle piccole produzioni, delle piccole aziende, contrastando quell’imprenditoria che vuole dominare la natura invece di farne parte. Un libro molto importante per noi di Toscana Biologica (www.toscanabiologica.it), il primo consorzio di aziende agricole toscane certificate biologiche che ha aperto 2 piccole botteghe, una a Pisa (www.facebook.com/toscanabiologicapisa ) e una a Firenze (www.facebook.com/ToscanaBiologica) .

Le Sorgenti_Cristina e PierangeloCon le parole di Shumacher nella testa incontriamo Cristina e Pierangelo dell’azienda Le Sorgenti (www.sorgentiditoscana.it), che 37 anni fa si trasferirono in un piccolo appezzamento (meno di 5 ettari di terra coltivabile) nell’Appennino tosco romagnolo con acqua sorgiva, un castagneto da frutto, un po’ di pascolo per piccoli allevamenti. Un territorio incontaminato da mantenere tale, da rispettare, presidiare e difendere.

Oggi dopo 37 anni hanno un piccolo laboratorio di trasformazione dove i vari prodotti – ovviamente biologici e certificati – vengono trasformati in succhi, confetture e prodotto essiccato per permetterne l’uso tutto l’anno, non solo nel momento della raccolta. Una trasformazione dolce che richiede tempo, una lavorazione artigianale per preservare le qualità nutrizionali, i principi attivi e i sapori del prodotto fresco. Oltre a partecipare a mercatini locali fanno parte di Toscana Biologica e i loro prodotti sono presenti nei negozi di Pisa e di Firenze.

Partiti dalle essenze arbustive e arboree già presenti, oggi le hanno solo organizzate meglio, messe in fila per permetterne la coltivazione: Lamponi, More, Rosa Canina, Ortica, Mirtilli, Ribes, Sambuco, oltre ovviamente alle castagne e ai marroni.

Accanto alla produzione non è raro che queste piccole aziende facciano anche cultura. Cristina e Pierangelo hanno partecipato a una ricerca di antichi alberi da frutta all’interno e nei pressi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, monte Falterona e Campigna e ora potete trovare numerose piante sparse per l’azienda che danno i loro pochi e pregiati frutti e chi vuole può attingere per propagarne le varietà.

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Cristina e Pierangelo con due volontarie di Wwoof

Anche l’organizzazione del lavoro è innovativa, gli aiuti arrivano dal volontariato. Infatti Cristina e Pierangelo sono soci di WWOOF e tutti gli anni numerosi giovani arrivano da tutto il mondo per condividere un’esperienza: vivendo, mangiando e lavorando insieme a loro tra le essenze del bosco. Questo arricchisce sia l’azienda che il volontario di nuove esperienze. C’è chi ritorna negli anni, magari già dottore in economia o in medicina, ma ancora con il bisogno di sporcarsi le mani con la terra in un periodo di immersione nel verde che è anche rigenerativo di corpo e spirito.

La vita ai margini del bosco non è solo rose. È facile immaginare le difficoltà, non solo economiche, del vivere in media montagna lontano da strade asfaltate e città. Una scelta radicale che coinvolge anche due figli che vanno accompagnati all’asilo, poi alle varie scuole fino alle superiori a decine di km da casa, in inverno con la neve nel bosco e sulle strade e nella bella stagione con la campagna che non lascia un attimo di tempo. Ma Cristina e Pierangelo non si lasciano intimorire dalle difficoltà. L’obbiettivo è sempre stato dimostrare che è possibile vivere di agricoltura semplicemente e senza stravolgere l’ambiente circostante in una zona montana, mantenendone il fascino dell’incontaminato. Un esempio il loro che ha spinto molti giovani a ripetere altrove esperienze simili.

Più difficile invece è spiegare questo valore tramite un barattolo di marmellata, o di rosa canina essiccata, o un succo di frutta appoggiati sullo scaffale di un negozio. Cosa c’è dietro quel barattolo? Come spiegare a una persona che vive in città la differenza tra un prodotto industriale e uno di un artigiano agricolo come sono i prodotti di Cristina e Pierangelo? Come far sentire che quel prodotto è nato tra foreste incontaminate, con cervi, lupi, caprioli, cinghiali e aquile che lì vivono da sempre?

Se è vero che la bellezza salverà il mondo, questa parte da un territorio coltivato con rispetto, da un’estrema attenzione all’altissima qualità e genuinità del prodotto, dal fare rete con altri produttori biologici e biodinamici. Questo si respira visitando l’azienda di Cristina e Pierangelo: la loro voglia di divulgare e di non mollare.
Nei negozi di Toscana Biologica si prova a spiegare questa storia ai clienti che prendono in mano uno dei loro prodotti. Un barattolo di polvere di ortica diventa testimone di storie vere di vita da raccontare.

Questo avviene anche per gli altri prodotti delle altre aziende agricole biologiche. Nulla è banale dietro un prodotto su uno scaffale di Toscana Biologica: scelte coraggiose di donne e uomini innovatori di concetti come l’agricoltura sociale, la biodinamica, il fare rete, il recuperare varietà antiche prima che il mercato ne riconosca il valore. Il meglio di quello che a noi piace chiamare “artigianato agricolo” per differenziarlo dall’agroindustria.

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