Agricoltura

Nasce in Toscana il primo progetto integrato multifiliera di un Distretto rurale

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Sì dalla Regione al progetto del Distretto rurale Toscana Sud dopo un iter durato tre anni e mezzo. Contributo di 4,5 milioni di euro per 20 aziende. 

 

Redazione
6 marzo 2024

Nasce il primo Progetto Integrato di Distretto Multifiliera della Toscana dal titolo “Innovazione e tradizione delle filiere del Distretto Rurale della Toscana del Sud”. Lo ha approvato la Regione e questo permetterà adesso la liquidazione di un contributo complessivo di 4,5 milioni di euro a fronte di oltre 13 milioni di investimenti a favore di 20 aziende che operano nel comparto agroalimentare (vitivinicolo, oleicolo, ortofrutticolo, cerealicolo e zootecnico) con sede in Val di Cornia, Maremma e Val di Chiana Senese.

Il Distretto Rurale della Toscana del Sud, riconosciuto dalla Regione Toscana nel gennaio 2018, è molto grande e comprende le province di Grosseto e parte di quelle di Siena, Livorno e Arezzo. Ne fanno parte 14 Comuni grossetani, 17 della provincia di Siena, 2 aretini, uno livornese, 3 unioni dei Comuni dell’area grossetana e la Provincia di Grosseto. Capofila è la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.

“Di fatto con questo riconoscimento si stanziano e si liquidano le prime risorse alle aziende agricole toscane direttamente associate al concetto di Distretto Rurale, a distanza di 30 anni dai primi approcci teorici sull’argomento – ha detto la vicepresidente e assessora all’Agroalimentare Stefania Saccardi – L’approvazione del Progetto Integrato di Filiera della Toscana del Sud è l’atto finale di un progetto ampio, finanziato nel giugno 2020 nell’ambito delle risorse del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2022, in cui la Regione Toscana ha creduto per prima in Italia”.

I Progetti integrati di filiera (Pif) aggregano gli attori di una filiera agroalimentare o forestale per affrontare problemi della filiera e migliorare le relazioni di mercato. I Pif consentono di attivare, nell’ambito dello stesso progetto, una molteplicità di sottomisure dei Piani di Sviluppo Rurale come investimenti aziendali, promozione, innovazione tecnologica, diversificazione delle attività agricole.
Si tratta tuttavia di un iter lungo e articolato che richiede il suo tempo in quanto coinvolge una pluralità di soggetti e di azioni. Il progetto del Distretto Rurale Toscana Sud è stato il primo a tagliare il traguardo.

L’arco di tempo impiegato per portare a termine il percorso è stato di tre anni e mezzo – aggiunge Saccardi – che, al netto delle proroghe richieste direttamente dal capofila per conto dei partecipanti diretti, rende l’idea di quanto siano stati compressi, praticamente inesistenti, i tempi morti degli uffici regionali. Il risultato è stato ottenuto grazie all’apporto di tutti gli uffici regionali e potrebbe rappresentare un modello utile e ripetibile per la corretta gestione dei flussi, fondato su un presidio costante di tutte le fasi procedimentali e sulla collaborazione tra diversi settori”.

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