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Nasce ufficialmente il terzo Distretto Biologico della Toscana, è quello di Calenzano

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Si aggiunge a quelli di Fiesole e della Val di Cecina. Dovrebbe essere in dirittura d’arrivo anche il Distretto Biologico del Montalbano.

 

di Iacopo Ricci
5 ottobre 2022

CALENZANO (Fi) – È nato ufficialmente il terzo distretto biologico della Toscana: è quello di Calenzano, che va ad aggiungersi agli altri due di Fiesole e della Val di Cecina già riconosciuti dalla Regione. Gli uffici regionali hanno firmato il decreto con il quale viene approvato anche il progetto economico territoriale presentato dall’Amministrazione comunale, che durerà cinque anni e farà di Calenzano, dopo Fiesole, un Comune ad alta vocazione green. Adesso il neonato distretto biologico verrà inserito dal ministero per le Politiche Agricole nell’Albo nazionale dei distretti del cibo.

La norma di riferimento è la legge regionale n° 51 del 2019, secondo la quale il Distretto biologico è un sistema produttivo locale “a spiccata vocazione agricola biologica che rispetta i criteri di sostenibilità ambientale, conservazione del suolo agricolo e tutela dell’agrobiodiversità” e si costituisce mediante un accordo tra soggetti pubblici e privati che “operano in modo integrato nel sistema produttivo locale”.
Tra i requisiti indispensabili per ottenere il riconoscimento, almeno il 30% della superficie agricola totale del distretto che deve essere coltivata con metodo biologico.

Calenzano ha passato l’”esame” imposto dalla legge regionale dimostrando di avere tutte le carte in regola per candidarsi e laurearsi. “Con il 36 per cento di superficie biologica rispetto alla Sau complessiva, la superficie agricola utilizzata – ha detto l’assessora regionale all’Agricoltura Stefania Saccardi –  Calenzano si aggiunge agli altri due distretti biologici già riconosciuti: il distretto biologico di Fiesole e il distretto rurale e biologico della Val di Cecina. La percentuale del 36 per cento costituisce una base rilevante per partire e acquisire la consapevolezza dell’importanza dell’agricoltura biologica nella salvaguardia della biodiversità”.

Il prossimo Distretto Biologico a tagliare il traguardo potrebbe essere quello del Montalbano. All’inizio dell’anno i Comuni di Carmignano e Poggio a Caiano – che hanno quasi la metà della superficie agricola coltivata a biologico – hanno stretto un accordo insieme all’Associazione Biodistretto del Montalbano. Oggi il progetto comprende 5 Comuni (oltre a Carmignano e Poggio a Caiano ci sono Vinci, Capraia e Limite e Lamporecchio) con una SAU di 4.876 ettari, di cui il 33,79% coltivati con metodo biologico e 157 aziende agricole bio. L’accordo di distretto è stato già sottoscritto da più di 50 tra soggetti pubblici e privati. Dunque le carte in regola per presentare la propria candidatura alla Regione sembrano averle anche loro.

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