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Ordinanza che riduce il calendario venatorio, la Regione va al contrattacco

Foto da Regione Toscana
Foto da Regione Toscana
Chiesto nuovo parere a Ispra dopo il blocco del Consiglio di Stato. Remaschi: “Provvedimento in netto contrasto con quanto affermato poche settimane fa dal TAR della Toscana”.

 

Ha fatto un certo rumore l’ordinanza del Consiglio di Stato del 17 dicembre che, accogliendo il ricorso degli animalisti, ha imposto alla Regione Toscana di decurtare di un paio di settimane il calendario venatorio. Una decisione che va in direzione opposta a quella del TAR della Toscana, che a ottobre aveva respinto un altro ricorso presentato sempre da  Lipu, Wwf, Enpa, Lav e Lac.

Ma la Regione è passata subito al contrattacco con la richiesta urgente di un nuovo parere all’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Sulla vicenda è intervenuto ieri l’assessore all’Agricoltura, caccia e pesca Marco Remaschi: “Nella lettura delle motivazioni che hanno portato il collegio giudicante a emettere questo provvedimento, peraltro in netto contrasto con quanto affermato poche settimane fa dal Tar della Toscana, la Regione ha chiesto d’urgenza un parere aggiuntivo all’Ispra rispetto alla possibilità di ripristinare le giornate di caccia tolte dal provvedimento giudiziario“.
In Regione si ritiene infatti che due singole giornate di preapertura (quest’anno l’1 e il 2 settembre) non possano comportare la decurtazione dell’intero periodo compreso tra le due giornate e il normale avvio della stagione della caccia.

Il problema si porrebbe soprattutto per corvidi e colombacci, specie tendenzialmente in crescita e dannose per l’agricoltura, per le quali il prelievo venatorio nel mese di gennaio rappresenterebbe un fattore di contenimento.“In mancanza dell’attività venatoria ordinaria causata dalla decurtazione dei 15 giorni di caccia imposta dal Consiglio di Stato – spiega una nota della Regione – si renderebbe necessario un successivo intervento di controllo al fine della protezione della biodiversità e per la limitazione dei danni all’agricoltura su gran parte del territorio toscano”.

Le specie per le quali il Consiglio di Stato ha imposto la chiusura anticipata della  caccia:
Merlo, dal 18 dicembre 2018; Cornacchia grigia, Ghiandaia, Gazza: dal 17 gennaio 2019; Alzavola, Marzaiola e Germano Reale: dal 17 gennaio 2019; Colombaccio: dal 17 gennaio 2019; Beccaccia: dall’11 gennaio 2019.

Fonte: Regione Toscana

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