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Rischio chimico: parte in Toscana tutela sanitaria anche per gli esposti a polveri di legno e cuoio

operaio mobilificio
Dopo il programma di sorveglianza per l’amianto in arrivo entro fine mese due nuove delibere della Regione. Sarà rafforzato anche il ruolo della Medicina del Lavoro di Siena.

 

di Gabriella Congedo

Non solo amianto. Quella che sta per arrivare è una vera svolta per la tutela e la sorveglianza di tutti i lavoratori esposti al rischio chimico. La Regione Toscana è in procinto di emanare (sembra entro la fine di maggio) due nuove delibere: la prima stabilisce un programma di sorveglianza sanitaria gratuita anche per i lavoratori esposti alle polveri di legno e cuoio, la seconda rafforza il ruolo strategico della Medicina del Lavoro di Siena, che è il centro di riferimento regionale per le malattie professionali.

A darne notizia è Daniele Manetti, coordinatore della Commissione Malattie professionali e Rischio chimico dell’ANMIL di Pistoia. L’associazione dei Mutilati e Invalidi del lavoro collabora da tempo con i tecnici della Prevenzione e sicurezza sul lavoro e con l’assessorato alla Sanità e ha stretto nel 2017 un accordo di collaborazione con la Regione Toscana. Le due delibere sono il frutto di un lungo lavoro preparatorio e hanno coinvolto le migliori competenze professionali.

La novità non è di poco conto. È dal 2016 che la Regione Toscana ha istituito un programma di sorveglianza sanitaria gratuita degli ex-esposti all’amianto. A marzo di quest’anno una nuova delibera ne ha disposto la prosecuzione per altri due anni.

Il rischio chimico però è una brutta bestia che non riguarda solo l’amianto ma tante altre lavorazioni, alcune assai diffuse in Toscana come appunto il legno e il cuoio. Ed è ai lavoratori di questi due settori manifatturieri che si rivolge il nuovo progetto sperimentale. Un programma di prevenzione e tutele che mette la Toscana all’avanguardia nella lotta al rischio chimico e gradualmente verrà esteso a tutti i prodotti chimici nocivi e cancerogeni a ai lavoratori coinvolti.

Il compito di coordinare il progetto è affidato a ISPRO (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica) con la partecipazione degli Organi di Vigilanza territoriali e delle strutture di Medicina del Lavoro delle tre Aziende ospedaliere universitarie toscane. Alla Medicina del Lavoro di Siena il compito di coordinare la parte clinica ambulatoriale, uniformando l’approccio diagnostico.

Mentre i danni derivanti dall’esposizione all’amianto sono tristemente noti, meno conosciute, ma non meno devastanti, sono le conseguenze dell’esposizione alle polveri di legno e cuoio. “Queste polveri sono responsabili di tumori naso-sinusali – spiega Daniele Manetti, che convive con una grave malattia professionale – che sono forme rare in assoluto, ma molto più frequenti negli esposti. Si tratta di patologie maligne dove la sorveglianza sanitaria mirata e la diagnosi precoce sono fondamentali per ridurre l’invalidità conseguente al trattamento chirurgico e migliorare la prognosi”.

In questi tumori dunque il fattore tempo è tutto. La diagnosi spetta agli specialisti otorinolaringoiatri e si basa soprattutto sulla rinofibroscopia, un esame che è in grado di identificare anche le forme iniziali. Ciò è tanto più importante in quanto i sintomi di solito compaiono a uno stadio già avanzato.

Daniele Manetti dell'Anmil di Pistoia ritira le mascherine.
Daniele Manetti dell’Anmil di Pistoia ritira le mascherine.

E a proposito di malattie professionali c’è un’altra buona notizia: 4.000 mascherine gratuite a settimana riservate ai malati di asbestosi e silicosi. Le prime sono state ritirate questa mattina al deposito della Protezione Civile di Calenzano e consegnate alle sedi ANMIL provinciali che le distribuiranno ai malati di tutta la Toscana.

Un risultato frutto della collaborazione tra ANMIL, assessorati regionali alla Salute e all’Ambiente e Protezione Civile. Per il momento si tratta di mascherine chirurgiche e similari, le uniche disponibili subito, con l’assicurazione che si farà di tutto per fornire anche quelle tecnologicamente più adeguate se ce ne sarà la necessità.
Sono migliaia le persone – nella sola Toscana – che hanno una grave malattia professionale cardiorespiratoria. Contrarre il Coronavirus per loro sarebbe fatale e dunque bisogna proteggerle perchè hanno già pagato e sofferto abbastanza.

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