Ecosistema

Salgono a 78 gli alberi monumentali censiti in Toscana, in testa la provincia di Prato

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Pubblicato l’ultimo censimento del ministero delle Politiche agricole e forestali. In Italia gli esemplari vincolati sono 4.006, di cui 401 nuove iscrizioni.

 

Redazione
3 agosto 2022

La quercia delle Checche a Pienza (foto Mibact)
La quercia delle Checche a Pienza (foto Mibact)

Maestosi e bellissimi, gli alberi monumentali fanno parte della nostra storia e rappresentano un patrimonio naturale e collettivo di valore inestimabile. Sono 78 quelli censiti in Toscana dal ministero delle Politiche agricole e forestali, sparsi in tutta la Regione. L’esemplare più alto, con i suoi 54 metri e una circonferenza del fusto di 840 centimetri, è una sequoia sempreverde che si trova al Castello di Sammezzano nel Comune di Reggello mentre l’esemplare che si trova più in alto sul livello del mare, a 1.280 metri, è un abete bianco nel Comune dell’Abetone. Lo rende noto Coldiretti Toscana in occasione dell’approvazione del 5° aggiornamento dell’Elenco degli Alberi monumentali d’Italia. Nel 2017, all’epoca del primo censimento, le piante toscane inserite erano 55, oggi l’elenco si è arricchito con le tante segnalazioni arrivate ed è destinato ad aumentare.

Prato è la provincia con il maggior numero di “giganti vincolati” con 21 alberi censiti seguita a ruota da Firenze con 19. Distanti ci sono poi Arezzo (8), Siena (8), Pistoia (7), Pisa (7), Lucca (5), Grosseto (3). Tra le specie tutelate c’è il cipresso comune, la quercia, il gelso nero e bianco, il leccio ma anche l’olivo, il tasso, il faggio, l’ippocastano, il castagno, il platano, il pino domestico, il tiglio selvatico e la tuia occidentale. E ancora l’acero, il cedro azzurro dell’Atlante e la sughera.

Le piante inserite nel catalogo si contraddistinguono per particolari caratteristiche come l’elevato valore biologico ed ecologico (età, dimensioni, morfologia, rarità della specie, habitat per alcune specie animali), l’importanza storica, culturale o religiosa rivestita sul territorio e la capacità di caratterizzare il paesaggio sia in termini estetici che identitari.

A livello nazionale sono 401 le nuove iscrizioni, per un totale di 4.006 alberi. Tra le new entry spiccano per numerosità i cedri, le querce, i platani e i faggi, mentre fanno la loro prima comparsa nell’elenco del Ministero alcune specie come l’acero palmato rosso, la camelia e l’anagiride.
Spiccano per maestosità il cedro del libano nel Parco di Villa Mirabello a Varese, con un fusto di oltre 11 metri di circonferenza e un’ampia chioma che si estende in modo simmetrico e regolare con un diametro di 36 metri, la farnia di Barano d’Ischia in provincia di Napoli, con una circonferenza di 8,6 metri e un’età stimata di circa 350 anni e il castagno di Sorbo San Basile in provincia di Catanzaro, con un tronco di 8,4 metri di circonferenza, risalente al 1700.

Qui l’Elenco degli alberi monumentali d’Italia

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