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Un successo Festambiente 2020: “Il Covid-19 non è riuscito a fermarci”

Foto dalla pagina Facebook di Festambiente
Foto dalla pagina Facebook di Festambiente
Tutto si è svolto in totale sicurezza. E per il Governo il Cigno Verde lancia una road map in 10 proposte per un uso sostenibile delle risorse del Recovery Fund.

 

Redazione

Festambiente_4RISPESCIA (Gr) – La sfida non era facile ma Festambiente, il festival nazionale di Legambiente, ce l’ha fatta e anche nell’estate del Covid ha allestito il suo showroom a cielo aperto di buone pratiche sostenibili.
Dal 19 al 23 agosto l’associazione ambientalista si è confrontata con rappresentanti delle istituzioni e della società civile, realtà private e cittadini sui grandi temi dello sviluppo sostenibile ed è riuscita a farlo in totale sicurezza con flussi di visitatori contingentati e distribuiti in tutte le aree del festival in maniera omogenea.

Mascherine, igienizzazione delle mani e distanza fisica sono stati concetti chiave rispettati da visitatori e staff che hanno permesso a Festambiente di dare dimostrazione del fatto che, anche in epoca di Covid-19, è possibile organizzare eventi multidisciplinari nel completo rispetto della salute.

“Quella che abbiamo messo in archivio – dice Angelo Gentili, coordinatore del festival e membro della segreteria nazionale di Legambiente – è stata un’edizione coraggiosa e necessaria. L’emergenza Covid ci ha costretti a rivoluzionare per intero il paradigma del festival. Eravamo davanti a due scelte: non fare Festambiente, dandoci appuntamento al 2021, o fare Festambiente, provando comunque ad esserci. Abbiamo optato per la seconda, dimostrando che organizzare grandi eventi sostenibili anche in epoca di Covid-19 è possibile”.

E se per il ritorno al format tradizionale con i grandi eventi musicali bisognerà attendere il 2021, Legambiente ha messo a segno un obiettivo ambizioso e necessario: l’elaborazione di 10 proposte per un uso sostenibile delle risorse del Recovery Fund per fare dell’Italia un Paese smart.
Lotta alla crisi climatica, economia circolare, innovazione industriale, mobilità a emissioni zero, agroecologia, aree protette, turismo sostenibile, lotta all’illegalità ambientale, sviluppo della banda ultra-larga, finanza etica: è questo il solco nel quale, secondo Legambiente, il Governo dovrebbe lavorare per rendere il Paese smart e a misura di ambiente.

Sulle prospettive d’impiego del Recovery Fund emerse finora, il presidente nazionale Stefano Ciafani avanza molte riserve: “Il governo italiano sembra non avere un’idea chiara di come caratterizzare il piano per il rilancio dell’economia da presentare all’Europa in autunno per spendere i 209 miliardi del Recovery Fund. Lo dimostrano i progetti surreali di cui si è parlato nelle ultime settimane come il tunnel sotto allo stretto di Messina, il progetto di Eni per confinare la CO2 nei fondali marini in Alto Adriatico o le nuove strade e pedemontane nel Nord Italia. Il governo ha un’occasione irripetibile per modernizzare il Paese, scegliendo la strada della lotta alla crisi climatica e della riconversione ecologica dell’economia italiana: dimostri coi fatti se crede veramente nel Green New Deal made in Italy.”

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