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Carmignano festeggia il suo fico secco, da cibo dei poveri a Presidio Slow Food

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Il 14, 15 e 20 ottobre ritorna “Benvenuto Fico Secco”. Un prodotto raro, a coltura limitata e unico in Toscana che oggi ha bisogno di essere protetto.

 

di Gabriella Congedo
13 ottobre 2023

Fico-secco-locandinaCARMIGNANO (Po) – Fare “le nozze coi fichi secchi” era un tempo sinonimo di penuria e povertà. Carmignano, grazie alla bontà dei suoi fichi secchi e alla lunga tradizione di cui sono testimoni, ha smentito tale detto popolare. I suoi fichi secchi sono diventati una produzione di nicchia, annoverata tra i 455 prodotti tipici tutelati dalla Regione Toscana e dal 2001 anche un Presidio Slow Food, con un proprio disciplinare di produzione.

Il 14, 15 e 20 ottobre Carmignano celebra la sua dolcissima specialità con “Benvenuto Fico Secco”, quest’anno alla sedicesima edizione. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Produttori Fichi Secchi di Carmignano con il contributo e patrocinio del Comune e in collaborazione con la Pro loco, Slow Food Presidio Fico Secco di Carmignano, Gas Fico e Biodistretto del Montalbano.

Un’edizione saldamente legata alla tradizione, con i piedi ben piantati nel presente ma lo sguardo e la mente proiettati verso il futuro del nostro prodotto tipico” spiega Azzurra Del Lucchese, presidente dell’Associazione produttori. E dunque via libera ad abbinamenti inediti e ricette sfiziose a base di Fico Secco di Carmignano, spaziando in tutto il campo enogastronomico (domenica 15 tutto il giorno). Riconfermato lo storico mercato dei produttori agricoli del territorio ampliato ai produttori delle province limitrofe e agli stand delle associazioni e con uno spazio dedicato allo Street Food.

A “Benvenuto Fico Secco” si affronterà anche il problema del punteruolo nero, il misterioso insetto che da anni attacca gli alberi di fico uccidendoli. “Progetto Sperimentale Acless. Il Punteruolo nero del fico: conoscerlo- contrastarlo sperimentazione” è il titolo del convegno (sabato 14 ottobre in Sala consiliare, ore 10-12) durante il quale sarà presentato il progetto sperimentale (leggi qui l’articolo) finanziato dall’amministrazione che l’associazione produttori sta portando avanti insieme alle università di Firenze e Pisa per la lotta biologica a questa piaga che ha messo in ginocchio una produzione di eccellenza di questo territorio.

Breve storia del fico secco di Carmignano

Quella dei fichi secchi di Carmignano è una coltura limitata, rara in Italia e unica in Toscana, grazie alla particolare tecnica di lavorazione che usa metodologie non invasive e nel pieno rispetto dell’ambiente.
La sua storia si perde nella notte dei tempi. Questo frutto, secondo quanto ci tramandano gli autori latini, veniva utilizzato come cibo di riserva per via dell’alto valore energetico. Energia, gusto e dimensioni ridotte fecero apprezzare i fichi secchi di Carmignano anche ai contadini delle zone vicine che li portavano con sé per assicurarsi le calorie necessarie durante il lavoro nei campi.

La lavorazione è rimasta in larga parte simile all’antica procedura descritta dal latino Columella nel “De Re Rustica”. Alla fine dell’estate i fichi vengono raccolti e divisi in due parti in modo da formare un otto, poi messi su stuoie di canne dove gli viene fatto respirare lo zolfo e infine esposti al sole per essiccare. Terminata l’essiccatura vengono posti in cantina per la brucatura. I fichi secchi a questo punto hanno acquisito il tipico colore bianco, la morbidezza derivata dall’esposizione allo zolfo e la caratteristica bruma, ovvero lo strato zuccherino che li riveste sposandosi perfettamente con le puntine di anice inserite in mezzo alle picce.

Il programma completo di Benvenuto Fico Secco a questo link 

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