Agricoltura

Varietà in pericolo, a Murlo la comunità al lavoro per salvare la Fagiola di Venanzio

Fagiola Venanzio Murlo_Toscana-ambiente
Foto da pagina Fb Associazione Culturale di Murlo

Nel borgo medievale in provincia di Siena è in atto il recupero di un’antica varietà di fagiolo autoctono a rischio estinzione.

 

Murlo
Foto da pagina Fb Slowfood Siena

MURLO (Si) – Quando si parla di specie in via di estinzione il pensiero va di solito agli animali. Ma a rischio di scomparsa ci sono anche tante antiche varietà di frutta e ortaggi, soppiantate senza pietà dall’agricoltura industriale e dalle leggi del mercato. Senonché da alcuni anni in molte parti d’Italia, e anche in Toscana, qualcosa si sta muovendo per salvarle.

Nel territorio di Murlo, antico borgo medievale in provincia di Siena nonché Bandiera Arancione del Touring Club italiano, è in atto il recupero di un’antica varietà di fagiolo autoctono a rischio di estinzione. Si tratta della Fagiola di Venanzio, al femminile.

“Si è conservata fino a oggi grazie alla famiglia Brogi-Burresi che la coltiva da almeno 150 anni nella frazione di Lupompesi – racconta Barbara Anselmi dell’Associazione Culturale di Murlo – Viene chiamata “fagiola” in contrapposizione ad altre varietà di fagiolo di dimensioni maggiori mentre il nome Venanzio fa riferimento a Venanzio Burresi, primo coltivatore conosciuto di questa varietà.”

Riutilizzando i fagioli della raccolta precedente per la semina successiva i semi si sono tramandati per diverse generazioni dai primi decenni dell’Ottocento, dando luogo così alla selezione di una semenza che oggi può essere considerata a tutti gli effetti una varietà del luogo.
Una varietà, però, a elevato rischio di estinzione, vista  la  dimensione ridotta delle superfici coltivate e l’esiguo numero dei coltivatori. Fino al 2015, infatti, la zona di produzione era limitata esclusivamente ai terreni della famiglia Brogi-Burresi nella frazione di Lupompesi. Sono stati poi ceduti piccoli quantitativi di semi all’Università di Firenze (Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente) per la caratterizzazione e ad alcuni coltivatori amatoriali, sempre sul territorio di Murlo.

Fagiola di Venanzio
Foto da pagina Fb Associazione Culturale di Murlo

 

Alcuni semi sono stati acquisiti anche dall’Associazione Culturale di Murlo che in collaborazione con il Comune e con alcuni volontari ha avviato un campo sperimentale a Murlo castello. Da qui una maggiore disponibilità di semi che oggi vengono richiesti anche da alcune aziende agricole della zona.
Un po’ per volta e non senza difficoltà, grazie alla collaborazione e all’interesse della comunità locale, l’opera di salvaguardia e valorizzazione di questo legume tipico sta sempre più crescendo: “A fine 2017 la varietà è stata iscritta nel Repertorio regionale delle razze e varietà locali dalla Regione Toscana con questo nome ed è entrata tra i prodotti dell’Arca del Gusto di Slowfood” spiega Barbara Anselmi.

La Fagiola di Venanzio è caratterizzata da fiori e seme bianchi con dimensione piuttosto piccola. Il baccello non presenta il filo ed è lungo (escluso lo stilo) tra i 9 e 13 centimetri. La buccia sottile lo rende un fagiolo molto digeribile. Viene ancora oggi prodotta prevalentemente per autoconsumo, nonostante le richieste stiano aumentando sempre più. “Questo nuovo interesse ovviamente ci fa piacere e speriamo di poter allargare la produzione e far conoscere sempre più questa specialità, senza però snaturarla e allontanarla dalla sua zona di produzione nativa, per conservare il senso di quello che stiamo facendo.”

Fonte: www.bandierearancioni.it

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